La favola nera di Luigi Mangione, il killer del super CEO riappare a processo: pistola e taccuino ammessi come prove (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Un giudice di New York ha stabilito che la pistola e il taccuino, che secondo l’accusa collegano Luigi Mangione all’omicidio dell’amministratore delegato di UnitedHealthcare, possono essere utilizzati come prove durante il processo statale. Lo riporta la Cnn.
La difesa del 28enne, che a dicembre 2024 ha ucciso a Manhattan Brian Thompson, aveva chiesto di escludere le prove contenute nello zaino al momento dell’arresto, tra cui una pistola stampata in 3D, un silenziatore e un taccuino.
L’argomento degli avvocati è che il loro cliente è stato perquisito senza un mandato, e quindi illegalmente, in un McDonald’s di Altoona, in Pennsylvania.
L’accusa ha replicato che la procedura era nella norma e che lo zaino è stato perquisito dopo che Mangione ha fornito una falsa identità agli agenti.
Il giudice Gregory Carro ha ammesso che la perquisizione è stata “illegittima” ma ha ammesso come prove la pistola e il taccuino, in quanto recuperati presso la stazione di polizia in una seconda perlustrazione della borsa del killer.
Mangione è sotto processo sia per accuse federali che statali in relazione all’omicidio del ceo di UnitedHealthcare. Si è dichiarato non colpevole in entrambi i casi.