Cronaca

La figlia tentò il suicidio con l’insetticida, arrestato il padre per maltrattamenti

Per anni, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe sottoposto moglie e figli a violenze fisiche e psicologiche. Una situazione familiare degenerata fino al tentativo di suicidio della figlia quindicenne, che lo scorso anno aveva ingerito insetticida ed era stata ricoverata d’urgenza. Ora un uomo di 53 anni, di origine bengalese, è stato arrestato dai carabinieri di Morciano, nel Riminese, con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

La vicenda

Il provvedimento è un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal giudice Andrea Falaschetti al termine delle indagini preliminari coordinate dal sostituto procuratore di Rimini Davide Ercolani. L’uomo, titolare di un negozio di kebab stagionale sulla riviera romagnola, era già stato indagato in passato per fatti analoghi.

Gli episodi contestati sarebbero iniziati in Bangladesh, quando i figli erano ancora piccoli. Secondo le denunce dei familiari, il 53enne avrebbe colpito con il manico di una scopa al petto il figlio di quattro anni e avrebbe percosso all’addome la figlia quando aveva 13 anni, provocandole lesioni interne. Violenze che, secondo l’accusa, sarebbero state rivolte anche al figlio appena maggiorenne, affetto da una grave disabilità, quando cercava di difendere la madre e i fratelli.

La quindicenne avrebbe subito schiaffi, pugni e ripetute aggressioni, fino a vedersi sbattere la testa contro il muro. Proprio dopo uno degli episodi più gravi, avvenuto durante una festa musulmana, avrebbe ingerito l’insetticida.

Nel frattempo, il padre avrebbe avviato le pratiche per trasferirla in Bangladesh con l’obiettivo di farla sposare attraverso un matrimonio combinato.

L’intervento delle forze dell’ordine ha portato il nucleo familiare in una struttura protetta. Davanti agli assistenti sociali, la madre e i tre figli avrebbero raccontato quanto accaduto, chiedendo di non tornare più a casa.

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Francesca Ripoli