La protesta di agricoltori e camionisti svuota i supermercati in Puglia: prodotti introvabili e scaffali vuoti (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La protesta di agricoltori e autotrasportatori in provincia di Foggia comincia a produrre conseguenze anche sulla spesa quotidiana. Il rallentamento dei rifornimenti e le consegne irregolari stanno provocando carenze di alcuni prodotti nei supermercati e nei negozi. Nella mattinata del 19 ottobre, diversi cittadini hanno dovuto visitare più punti vendita prima di trovare tutto ciò di cui avevano bisogno.
“Sono entrata in tre supermercati per cercare panna da cucina e pasta – racconta Francesca, una casalinga di 52 anni – in alcuni scaffali c’erano veri e propri vuoti. Non pensavo che la protesta avrebbe avuto conseguenze così immediate anche sulla spesa di tutti i giorni”.
Le difficoltà interessano anche il mercato rionale Rosati, dove alcune bancarelle hanno esposto una quantità di merce inferiore al consueto. I commercianti temono che un prolungamento della mobilitazione possa aggravare ulteriormente la situazione.
La mobilitazione prosegue senza interruzioni in diversi centri della Capitanata. Poggio Imperiale rimane uno dei principali punti di protesta, mentre altri presidi sono attivi a Cerignola, Lucera e San Giovanni Rotondo.
Camionisti e agricoltori trascorrono le notti accanto ai propri mezzi, affrontando freddo e umidità. Il riposo avviene a turno nelle cabine dei camion o nelle automobili, mentre chi rimane sveglio controlla i presidi e attende l’alba. Anche i pasti diventano occasioni di condivisione: panini, pizze e piatti caldi vengono portati da casa oppure offerti da ristoranti e pizzerie della zona.
A Lucera, nei pressi del distributore Tamoil, la protesta continua con la partecipazione di autotrasportatori che chiedono un confronto diretto con il governo. Tra loro c’è Michele Perrotti, 58 anni, che contesta le modalità della trattativa in vista dell’incontro previsto con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
Perrotti rivendica la necessità che le richieste dei manifestanti vengano ascoltate direttamente dalle istituzioni. “Non ci sta bene – dice – il modo in cui è stata impostata la trattativa. Non vogliamo essere rappresentati da altri e non vogliamo trovarci davanti decisioni già prese. Salvini deve parlare direttamente con noi e siglare con noi un accordo. Altrimenti questa protesta andrà avanti ad oltranza”.
Anche a San Giovanni Rotondo la mobilitazione coinvolge via Foggia e Porta San Marco. Diversi commercianti hanno aderito aprendo le attività alle 10 anziché alle 8, secondo quanto richiesto dagli organizzatori. Alla protesta partecipano inoltre alcune scuole della città.
Intanto, mentre i presidi continuano, cresce la preoccupazione per le conseguenze economiche e sociali della mobilitazione. I primi segnali arrivano dagli scaffali dei supermercati e dai banchi dei mercati, dove alcuni prodotti iniziano a scarseggiare. Se i ritardi nelle consegne dovessero proseguire, le ripercussioni potrebbero diventare sempre più pesanti per famiglie, commercianti e attività economiche del territorio.