La storia del cimitero degli animali, diventato una discarica a cielo aperto di cani e gatti morti (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Una vera e propria fossa comune di animali in un’area di campagna non lontana dall’autostrada A14, a Scossicci, tra Loreto e Porto Recanati, nelle Marche. La scoperta dell’area, venuta alla luce circa un mese fa, continua a scuotere il territorio marchigiano, considerando che alcun carcasse sono state trovate con zampe legate o teste decapitate. Sarebbero almeno 55 i corpi (tutti senza microcip) recuperati dai Carabinieri Forestali del Conero nella vegetazione. Sul caso è in corso un’indagine, coordinata dalla pm Stefania Ciccioli della Procura di Macerata, mentre le prime verifiche investigative si muovono tra il mondo degli allevamenti e quello dei cani da caccia, anche se il fascicolo resta formalmente contro ignoti.
Massimo Buconi, presidente di Federcaccia, ha così commentato la notizia del ritrovamento della fossa comune: “Quanto sta circolando in queste ore, per altro su una scoperta risalente a più di un mese fa, è al solito imbarazzante e inaccettabile. Imbarazzante per i media, che invece di riportare una cronaca basata sulla realtà oggettiva dei fatti danno spazio a illazioni diffamatorie e ipotesi a senso unico colpevolizzando, ecco l’inaccettabile, come sempre una categoria intera di persone che con i propri cani hanno in realtà un legame emotivo e rapporti ben diversi da quelli che strumentalmente si cerca da anni di far passare per contribuire a disegnare il cacciatore come una figura spregevole e priva di sentimenti. Certo, nemmeno noi possiamo affermare il contrario”.
“Non abbiamo la prova – aggiunge Buconi – per poter affermare che l’autore, o gli autori, di questo infame gesto evidentemente ripetuto nel tempo non sia un cacciatore, ma prima di pronunciarci aspettiamo siano gli inquirenti a fornire l’esito delle indagini. Auspichiamo quindi che chi sta indagando sui fatti ponga tutta l’attenzione e la cura necessaria ad individuare il prima possibile i responsabili. E posso assicurare che qualora venisse provato il coinvolgimento di appartenenti al mondo venatorio Federcaccia sarà la prima ad esprimere e non solo a parole la sua ferma condanna, mettendosi a fianco degli organi giudicanti. A chiacchiere, dicerie e maldicenze diamo invece il peso che hanno, ovvero nulla. Non possiamo esimerci però da richiamare gli organi di stampa a quel dovuto dovere deontologico della verità dei fatti, che dovrebbe guidare ogni loro articolo”.