La storia del tizio inglese delle pompe funebri che riciclava le ceneri dei defunti per lucrare sulle cremazioni (fonte Hull Police)
Truffa pulp nel Regno Unito, lo scandalo di un sistema di imprese funebri in cui l’avidità non esita a lucrare indiscriminatamente sui morti di cui avrebbero dovuto curare le esequie.
Il direttore di un’importante società di pompe funebri ha confessato d’aver nascosto per mesi in un obitorio decine di cadaveri di defunti, privati di un funerale degno, in modo da lucrare sui costi della cremazione, ‘riciclando’ poi alle famiglie urne con ceneri di sconosciuti esumate all’uopo.
La vicenda era stata portata alla luce nel 2024 dagli investigatori, al culmine di una perquisizione a tappeto nella sede della Legacy Independent Funeral Directors e del ritrovamento dei resti di almeno 35 persone tenuti celati da oltre un anno.
Il titolare della società, Robert Bush, 48 anni, aveva inizialmente provato a negare tutto. Inchiodato dalle prove processuali, si è però dichiarato oggi colpevole dinanzi a un giudice del tribunale di Hull, nel nord-est dell’Inghilterra, e a una platea di familiari inorriditi.
L’uomo ha anche riconosciuto di aver frodato una dozzina di organizzazioni caritative, fra cui l’Esercito della Salvezza e la Macmillan Cancer Support (associazione che assiste i malati di cancro e le loro famiglie), intascando donazioni funebri di parenti di defunti che era stato incaricato di versare.
Il giudice ha preannunciato una condanna esemplare e un “inevitabile” periodo di detenzione in carcere. La pena, secondo la procedura penale anglosassone, sarà determinata e resa pubblica in una prossima udienza ad hoc, a luglio.