Cronaca

La storia dell’89enne francese incriminato per aver abusato di 89 minorenni tra il 1967 e il 2022

Un uomo di 79 anni, Jacques Leveugle, è stato incriminato in Francia per aver stuprato e aggredito 89 minorenni tra il 1967 e il 2022, confessando inoltre di aver ucciso la madre e la zia. Il caso, descritto come un “esempio di scuola di serialità criminale”, è emerso grazie a una chiavetta USB consegnata dal nipote agli inquirenti.

Il dispositivo conteneva un inventario meticoloso degli abusi, suddiviso in “15 tomi molto densi” in cui l’ex insegnante annotava i dettagli delle sue vittime, ragazzi tra i 13 e i 17 anni.

Jacques Leveugle, descritto dal procuratore di Grenoble Étienne Manteaux come un uomo “colto e carismatico”, agiva attraverso la “seduzione intellettuale”. Sfruttando la sua professione, si infiltrava in diversi Paesi come docente o guida speleologica: “Ha percorso questi diversi Paesi radicandosi in ciascuno di essi, come sostegno scolastico o insegnante. Un modo di approcciare i giovani e avere relazioni sessuali”, ha precisato il procuratore.

Il raggio d’azione del predatore era globale, toccando nazioni come Germania, Marocco, Filippine, India e Colombia. Leveugle, che si vedeva “come un greco antico volto alla formazione di giovani efebi”, ha ammesso durante l’inchiesta anche due omicidi avvenuti per asfissia negli anni Settanta e Novanta.

Le vittime erano la madre, malata terminale, e la zia novantaduenne. Davanti agli inquirenti ha cercato di giustificarsi affermando di considerare “legittimi” entrambi gli atti.

Attualmente in detenzione provvisoria, Leveugle attende il processo mentre la magistratura ha diffuso le sue generalità per individuare le restanti vittime non ancora identificate. “Il tempo stringe”, ha avvertito Manteaux, esortando chiunque sia stato coinvolto a parlare subito: “Se delle vittime vogliono manifestarsi, che lo facciano ora, perché nel 2026 bisognerà chiudere questo fascicolo giudiziario”

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Francesca Ripoli