Cronaca

La storia della gatta scomparsa dieci anni fa e ritrovata a 320 km, che però il suo proprietario non può riabbracciare per motivi burocratici

Una gatta è stata ritrovata dopo dieci anni a 320 km di distanza da casa, ma al suo ex proprietario è stato detto che non può riaverla. Binky, un esemplare di micia persiana/birmana, era scomparsa da Paignton, nel Devon (Regno Unito), il 14 aprile 2016. Il suo padrone, Warren Croft, credeva che fosse stata rubata. Aveva affisso manifesti e offerto una ricompensa, ma con il passare degli anni aveva perso la speranza di rivederla. Tuttavia, la scorsa settimana ha scoperto che la sua Binky era stata rintracciata grazie ai dati del suo microchip. Era viva e viveva con un’altra persona vicino a Londra.

A Warren è stato comunicato che potrebbe non ricongiungersi mai più con la sua amata amica a quattro zampe. Il database degli animali smarriti lo ha informato che non ha più diritto a ulteriori informazioni sulla posizione precisa del suo nuovo domicilio. Non solo: il nuovo proprietario londinese sta cercando di essere registrato come suo custode ufficiale. A causa delle normative sulla protezione dei dati e dell’incertezza sulla proprietà legale della gatta, l’uomo potrebbe non riabbracciare più l’animale.

Warren è però determinato a non arrendersi finché non otterrà delle risposte. “È stato un periodo angosciante perché il gatto di un vicino era stato trovato morto a Brixham, ricoperto di petrolio – ha raccontato l’uomo – Abbiamo ricevuto alcune telefonate inquietanti da persone che dicevano di averla con sé e di volerla torturare. Mia moglie ha sempre pensato che Binky fosse stata rubata perché era una gatta molto bella”.

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Silvia Di Pasquale