Cronaca

La storia dell’ultima lettera dell’alpino Matteo Gallesio, quattro pagine ritrovate dopo oltre 80 anni

Una lettera rimasta nascosta per oltre ottant’anni è tornata alla luce, permettendo a una famiglia di riabbracciare un frammento della propria storia. Sono quattro pagine ingiallite, scritte con una grafia fine e ordinata, indirizzate alla zia: l’ultima lettera dell’alpino Matteo Gallesio, classe 1917, prima della sua scomparsa sul fronte russo.

La storia

A ritrovarla è stata la nipote Gisella, che lo scorso 16 giugno ha ricevuto una scansione del documento custodito nell’archivio della Fondazione Nuto Revelli di Cuneo, grazie alla collaborazione degli operatori del servizio Restoring Family Links (Rfl) del comitato locale della Croce Rossa Italiana. La donna si era rivolta al servizio nell’aprile scorso per cercare notizie sullo zio, mai conosciuto personalmente ma ricordato attraverso i racconti del padre.

La ricerca ha portato fino alla Fondazione, che conserva nella casa dello scrittore cuneese un importante archivio sulla campagna di Russia e numerose lettere degli alpini partiti per il fronte. Tra queste è stata ritrovata anche quella di Gallesio, datata 10 gennaio 1943.

Originario di Fossano, l’alpino aveva combattuto sul fronte occidentale, su quello greco-albanese e su quello italo-jugoslavo, prima di essere inviato in Russia nell’agosto del 1942 con la Divisione Alpina Cuneense. La lettera, conservata per decenni tra i documenti della Fondazione, rappresenta oggi l’ultimo messaggio lasciato alla famiglia.

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Gianluca Pace