(Foto Ansa)
Proseguono le indagini sulla morte di Cristea Arben, 46enne albanese, deceduto dissanguato dopo essersi ferito mentre scavalcava la recinzione di una villa a Gorello di Policiano, sulle colline di Arezzo, al termine di un furto.
Gli investigatori escludono al momento collegamenti tra il decesso e i colpi di pistola esplosi in aria dal cognato del proprietario.
L’attenzione dei carabinieri si concentra sugli spostamenti della banda, ritenuta proveniente dall’area di Roma.
Secondo una prima ricostruzione, il gruppo sarebbe partito dal Lazio percorrendo l’autostrada e poi strade secondarie, con l’obiettivo di mettere a segno più colpi nella stessa zona prima di rientrare.
Nei giorni precedenti, nella collina di Policiano, erano già stati segnalati almeno due tentativi di furto. Arben, irregolare in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio, non avrebbe avuto una dimora stabile.
In base agli accertamenti preliminari, sarebbe rimasto infilzato in un paletto di sostegno di una recinzione, in parte elettrificata contro l’ingresso di animali selvatici, riportando una grave lesione femorale che avrebbe causato un’emorragia fatale in pochi minuti. L’autopsia chiarirà con precisione causa e dinamica. Da verificare la sequenza temporale degli spari, su cui sarà effettuata una perizia balistica. L’uomo che ha esploso i colpi, regolare detentore dell’arma, ha riferito di aver agito per esasperazione. Al momento non risultano indagati. L’inchiesta è coordinata dal pm Angela Masiello.