Cronaca

Licenziata per un flacone di detersivo, cassiera ottiene conciliazione e risarcimento dall’azienda

Si è conclusa con un verbale di conciliazione la vicenda della cassiera di un Pam a Grosseto, allontanata dall’azienda dopo oltre trent’anni di lavoro per aver prelevato beni senza autorizzazione. I fatti risalgono alla scorsa estate: dopo aver terminato il suo turno nel punto vendita di via del Sabotino, la donna aveva fatto la spesa, pagando regolarmente prodotti e buste. Tuttavia, appena uscita, una busta si era rotta e un flacone di detergente era caduto a terra, spargendo il liquido nel parcheggio. La dipendente era quindi tornata a prendere un nuovo flacone e lo aveva mostrato alla cassiera prima di ripagare il prodotto da 2,90 euro.

La contestazione e il ricorso

Qualche settimana dopo, l’azienda le aveva inviato una lettera di contestazione, sostenendo che al momento della seconda uscita dal negozio il flacone non era stato pagato. La lavoratrice si era rivolta a Filcams Cgil, con il segretario Pierpaolo Micci che aveva cercato un incontro con Pam senza successo. Il caso era quindi finito in tribunale, culminando con il licenziamento per giusta causa, e la cassiera aveva presentato ricorso contro la decisione.

La conciliazione e la chiusura della vicenda

Due giorni fa, le parti si sono presentate davanti al giudice Giuseppe Grosso e hanno raggiunto un accordo. La conciliazione prevede che l’azienda paghi alla ex dipendente una cifra concordata, non resa nota, mentre entrambe le parti rinunciano a qualsiasi ulteriore pretesa o azione legale reciproca. Si chiude così una vicenda che aveva suscitato clamore per il licenziamento di una lavoratrice storica a causa di un flacone di detersivo.

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Filippo Limoncelli