Cronaca

Licenziato con un SMS dopo i problemi alla schiena: camionista risarcito con 18mila euro

Essere licenziati è già un’esperienza difficile, ma ricevere la comunicazione attraverso un semplice SMS rende la vicenda ancora più particolare. È quanto accaduto ad Algis Cesonis, camionista lituano dipendente della Martin Ryan Haulage Limited, azienda di trasporti con sede a Cappamore, in Irlanda.

La vicenda risale al 2024. Cesonis era passato alle dipendenze della Martin Ryan Haulage Limited dopo che l’azienda aveva ottenuto l’appalto per il trasporto di burro e formaggio. Il suo stipendio lordo era di 850 euro alla settimana.

Con il cambio di datore di lavoro, però, aumentò anche il carico di lavoro. Oltre a burro e formaggi, il camionista si trovò a dover trasportare pesanti fertilizzanti. Una situazione che aggravò i problemi alla schiena già accusati dal lavoratore, costringendolo a rifiutare un incarico e successivamente a usufruire di una settimana di malattia certificata. Al suo ritorno al lavoro arrivò la sorpresa: un addetto al piazzale gli chiese: “Perché sei qui? Sei stato licenziato”.

Il messaggio del datore di lavoro e il ricorso

Nello stesso giorno Cesonis ricevette anche il messaggio del datore di lavoro, nel quale veniva sostenuto che se avesse comunicato l’esistenza di una condizione medica in grado di limitare la sua attività quotidiana, “non sarebbe stato neanche assunto”. Il camionista rispose sempre tramite SMS: “Preso atto: la data del mio licenziamento è oggi, 3 settembre 2024”.

A quel punto Cesonis decise di contestare il licenziamento davanti alla Workplace Relations Commission, sostenendo di essere stato allontanato dall’azienda dopo aver segnalato i problemi fisici che gli impedivano di svolgere alcune mansioni.

Il manager Declan Ryan ha fornito una versione diversa dei fatti, sostenendo che il dipendente si fosse semplicemente rifiutato di svolgere i compiti assegnati senza comunicare in precedenza eventuali problemi di salute. L’azienda aveva inoltre sostenuto che Cesonis non avesse un’anzianità di servizio sufficiente, essendo stato assunto da circa tre mesi.

La decisione: risarcimento da 18mila euro

La funzionaria Patsy Doyle della Workplace Relations Commission ha respinto la tesi relativa all’anzianità di servizio, ritenendo che Cesonis avesse titolo per contestare il licenziamento. Doyle ha inoltre rilevato l’assenza di corrette procedure formali nella decisione dell’azienda. Secondo la valutazione della commissione, questa carenza aveva impedito al lavoratore di avere un’effettiva possibilità di contestare il provvedimento prima del licenziamento.

La decisione ha tuttavia attribuito al camionista una responsabilità parziale nella vicenda. In particolare, la sua scarsa partecipazione e quello che è stato definito un atteggiamento superficiale hanno contribuito, secondo la funzionaria, per il 30% al licenziamento. Nonostante questo elemento, la Martin Ryan Haulage Limited è stata condannata a risarcire Cesonis con 18.000 euro per il licenziamento ritenuto ingiusto.

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Filippo Limoncelli