L'Iran contrattacca: esplosioni a Dubai e Doha. Colpita base britannica a Cipro. Trump: "Guerra durerà 4 settimane". In Libano più di 30 morti (nella foto Ansa, Teheran sotto le bombe) - Blitz Quotidiano
Fuoco incrociato tra Iran e Israele, con tutta la regione in fiamme: avvertite numerose esplosioni la mattina di oggi, lunedì 2 marzo, a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. Attacchi anche all’aeroporto iracheno di Erbil che ospita truppe Usa e all’ambasciata Usa a Kuwait City. Un morto anche in Bahrein provocato sempre dagli attacchi iraniani. A Cipro un drone ha colpito una base britannica mentre tre caccia americani sono stati abbattuti per errore, in Kuwait, dalla difesa. Gli equipaggi sono tutti sopravvissuti. Al momento è in corso un nuovo massiccio bombardamento sul centro di Teheran.
Nella notte, l’aviazione israeliana ha colpito obiettivi nel sud del Libano in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord d’Israele. Secondo il ministero della Salute libanese, ci sarebbero 31 morti, di cui 10 a Beirut e 149 feriti.
E mentre il Medio Oriente brucia, Trump sostiene che “48 leader iraniani” sono stati uccisi “in un colpo solo” annunciando colloqui con “la nuova leadership” su loro richiesta. Trattativa smentita però dal capo della sicurezza iraniana Larijani, che ha fatto sapere che l’Iran “non negozierà” con gli Stati Uniti.
Il tycoon sta subendo la pressione dall’area Maga che non vede di buon occhio il conflitto. Per questa ragione, Trump si è affrettato a dichiarare che il conflitto “potrebbe durare quattro settimane”. Sulla stessa linea Rubio che ha smentito categoricamente le voci secondo le quali sarà una guerra lunga.
Trump ha mandato chiari messaggi di sostegno alla popolazione iraniana: “La scorsa notte, le voci degli iraniani si sono sentire gioire in strada quando è stata annunciata la morte” della guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. “L’America è con voi” ha aggiunto il tycoon, che ha poi precisato: “Gli Usa avevano identificato possibili candidati per prendere il controllo dell’Iran, ma sono stati uccisi nell’attacco iniziale”. E mentre per le strade di Teheran, e alla Casa Bianca, si sogna la fine del regime, il governo teocratico che guida il Paese ha annunciato la nomina della nuova Guida Suprema “in 1-2 giorni”.
L’Idf ha fato sapere di aver sganciato 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti. Ieri almeno otto persone sono state uccise nell’impatto di un missile iraniano che ha colpito in pieno un palazzo nel centro di Israele. Tre sono invece le vittime Usa cadute sul campo di battaglia fino ad ora.
A causa degli attacchi israeliani lanciati nella notte, migliaia di persone si sono riversate in strada a Beirut e nel sud del Libano. Dopo che un portavoce militare israeliano ha emesso ordini di evacuazione per 55 diversi villaggi e città in tutto il Libano, chiedendo alla popolazione di allontanarsi di almeno un chilometro poiché in prossimità di “strutture di Hezbollah”, fiumi di persone hanno iniziato a fuggire dal sobborgo di Dahieh, a Beirut, in auto e a piedi, e file di auto hanno iniziato a formarsi fuori dai distributori di benzina nella città meridionale di Tiro con i residenti iniziavano a dirigersi verso nord.
Secondo quanto ha riferito il Guardian, le autostrade da Dahieh alla capitale erano intasate da scooter e auto che passavano sopra macerie e detriti dei precedenti attacchi. Nel sud, la gente si è diretta verso nord su entrambi i lati dell’autostrada per sfuggire al traffico, mentre video mostravano i tetti degli edifici di Dahieh avvolti dalle fiamme e i resti bruciati di auto ai piedi degli edifici crollati. Mentre si affrettavano a fuggire, testimoni hanno riferito di aver visto raffiche di razzi volare dal Libano meridionale verso Israele.
Un alto generale israeliano ha dichiarato che l’esercito intensificherà i suoi attacchi sul Libano dopo aver lanciato raid in risposta al lancio di razzi verso Haifa rivendicato dal gruppo militante Hezbollah sostenuto dall’Iran. “Hezbollah ha scelto il regime iraniano rispetto allo Stato del Libano e ha avviato un attacco contro i nostri civili… pagheranno un prezzo pesante”, ha dichiarato Rafi Milo, capo del Comando Settentrionale dell’esercito israeliano. “Gli attacchi continuano, la loro intensità aumenterà”, ha affermato in una dichiarazione militare. E mentre Israele ha fatto sapere di non escludere un attacco di terra, il Libano ha vietato ogni operazione militare agli Hezbollah.
In mattinata l’Iran ha risposto al lancio di bombe sul Libano colpendo anche l’aeroporto iracheno di Erbil che ospita le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Come riferito da Afp, nella struttura si sono sentiti dei forti boati con i sistemi di difesa aerea che hanno abbattuto dei droni nei pressi dello scalo. In precedenza, altri due droni stati abbattuti vicino a una base all’aeroporto di Erbil. Dall’inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani contro l’Iran, droni sono stati intercettati più volte sopra Erbil, che ospita un consolato statunitense e truppe americane.
Nelle prime ore della giornata una colonna di fumo è stata osservata anche levarsi dall’ambasciata statunitense a Kuwait City. Lo ha affermato un corrispondente Afp, mentre secondo la Bbc Vigili del fuoco e ambulanze sono stati avvistati nella zona. Il fumo è stato avvistato dopo che forti esplosioni e sirene antiaeree sono state udite in Kuwait per il terzo giorno consecutivo.
Oltre ai Paesi del Golfo, l’Iran ha colpito anche Cipro. Le forze britanniche hanno infatti dichiarato di aver risposto a un sospetto attacco con droni alla base militare della Raf di Akrotiri la scorsa mezzanotte, ha affermato il ministero della Difesa, aggiungendo che le sue forze stavano gestendo una “situazione attiva”: “La nostra protezione nella regione è al massimo livello e la base è intervenuta per difendere la nostra gente”, ha dichiarato un portavoce del ministero in una nota. L’incidente è avvenuto mentre la Gran Bretagna ha accettato solo domenica (con grande disappunti di Trump) di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi militari britanniche per lanciare attacchi “difensivi” volti a distruggere i missili iraniani e i loro lanciatori.