Cronaca

L’ondata di calore entra nel vivo: temperature estreme (anche fino a 45 gradi), incendi e allarme siccità

La terza ondata di calore dell’anno si prepara a raggiungere il suo apice nei prossimi giorni. L’Italia entra nella fase più intensa dell’emergenza caldo.

Ieri, in base al bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute, in bollino rosso erano Firenze e Perugia: oggi all’elenco si aggiungeranno Brescia e Torino, mercoledì Bologna, Frosinone e Roma. Quanto ai bollini arancioni (rischio caldo per i più fragili), oggi sono 11: Ancona, Bologna, Cagliari, Campobasso, Frosinone, Genova, Latina, Rieti, Roma, Verona e Viterbo. Mercoledì, infine, le 9 città in arancione saranno Cagliari, Campobasso, Latina, Milano, Pescara, Rieti, Trieste, Verona e Viterbo.

Entro venerdì infine, nelle zone interne della Sardegna, la colonnina di mercurio potrebbe arrivare fino a 45 gradi.

La situazione in Europa

Ma il caldo estremo non riguarda soltanto l’Italia. In tutta Europa le temperature elevate stanno creando problemi e aumentando i rischi. Nel Regno Unito, dove tra maggio e giugno si sono registrati circa 2.700 decessi in più legati alle alte temperature, il Met Office prevede che l’ondata di calore prosegua per gran parte della settimana, estendendosi a un numero crescente di regioni con massime superiori ai 30 gradi.

L’afa sta contribuendo anche alla crescita degli incendi. Nel nord del Galles, nella zona collinare di Conwy, un vasto rogo ha costretto alcune centinaia di persone a lasciare le proprie abitazioni nelle comunità rurali. In Francia le fiamme hanno interessato un’area definita di “proporzioni eccezionali” nella foresta di Fontainebleau, nella regione dell’Ile-de-France: entro la mezzanotte di ieri erano già andati distrutti circa 800 ettari. In Germania, invece, è allarme per il numero di annegamenti: a giugno sono state 99 le vittime, un dato superato solo dai 107 morti registrati nell’intera estate del 2003.

Le città più calde in Italia

Anche in Italia resta alta l’attenzione sugli incendi. A San Giorgio a Liri, in provincia di Frosinone, è ancora in corso il rogo che da ieri interessa lo stabilimento Remat. Alcune zone non sono ancora raggiungibili e continuano a bruciare balle di materiale che sprigionano grandi quantità di fumo.

Sul fronte delle temperature, Firenze è tra le città più colpite: il capoluogo toscano è in bollino rosso dall’8 luglio e l’allerta massima è prevista almeno fino a mercoledì 15, con temperature percepite tra 37 e 39 gradi. S

“Le temperature massime saranno comprese tra i 39°C e i 41°C su tantissime zone del Centro-Sud e sull’intera Sardegna”, ha spiegato Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it. “Un simile surriscaldamento spingerà l’altezza dello zero termico su livelli straordinari, pronti a superare i 5000 metri”.

 L’emergenza riguarda anche i luoghi di lavoro. Nel capoluogo toscano i rider di Glovo e Deliveroo hanno annunciato uno sciopero per mercoledì 15 luglio contro “condizioni impossibili con le ondate di calore”. Circa 80 lavoratori dei musei civici fiorentini hanno inoltre inviato una lettera alla sindaca Sara Funaro chiedendo “con la massima urgenza” interventi per migliorare il clima interno delle strutture.

Nella richiesta vengono citati Palazzo Vecchio, il Forte Belvedere, la Cappella Brancacci e i musei di Santa Maria Novella. “Chiediamo un intervento appropriato e definitivo. Questo vale sia per l’ondata di calore che nei mesi invernali”, hanno scritto i dipendenti.

Diverse regioni hanno introdotto misure per proteggere i lavoratori esposti alle temperature estreme. In Lombardia, ad esempio, è in vigore un’ordinanza che vieta il lavoro nei cantieri dalle 12.30 alle 16 nei giorni considerati a rischio per il caldo, prevedendo anche strumenti di sostegno al reddito per evitare perdite economiche ai lavoratori.

L’emergenza riguarda anche la disponibilità d’acqua. In Piemonte il governatore Alberto Cirio ha convocato il tavolo regionale sull’emergenza idrica. “Non possiamo aspettare nemmeno un minuto e siamo al lavoro con la Regione Valle d’Aosta e il Canton Ticino per chiedere di aumentare la fornitura di acqua che viene immessa in Piemonte per l’uso agricolo”, ha detto Cirio. “Il caldo e l’assenza di piogge stanno determinando un’emergenza da affrontare con attenzione soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura. Un centinaio di Comuni hanno già fatto ordinanze per regolare la gestione dell’acqua potabile e in montagna ci sono località in cui intervengono le autobotti”.

L’anticiclone africano dovrebbe restare sull’Italia almeno fino alla fine della settimana. Ma proprio l’energia accumulata durante questi giorni di caldo estremo potrebbe provocare fenomeni violenti quando arriverà aria più fresca in quota.

“Certamente al primo arrivo di aria più fresca in quota c’è una buona probabilità che si scatenino eventi temporaleschi intensi, che possono essere accompagnati anche da grandine e vento forte”, ha spiegato Bernardo Gozzini, direttore del Lamma, l’ente di riferimento per le previsioni meteorologiche e il monitoraggio climatico in Toscana. “E, a causa dell’energia accumulata, c’è anche una maggiore probabilità di attività elettrica, dunque fulmini”.

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Gianluca Pace