Mosca colpita dai droni ucraini (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
“Se l’Ucraina brucia, anche la vostra Mosca brucerà”. A lanciare il messaggio è Volodymyr Zelensky dopo che la capitale russa è stata presa di mira, nella notte tra mercoledì e giovedì, dal più grande attacco degli ultimi due anni, con il lancio di 180 droni da parte delle forze ucraine. Bombardamenti che sono stati censurati dalle tv russe e che hanno però scatenato il panico tra i residenti. I droni sono tornati a colpire e a scatenare un incendio per la seconda volta in tre giorni nella principale raffineria di Mosca, a sud-est del centro città, ma anche un condominio e centri commerciali, secondo quanto denunciato dalle autorità locali.
Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha avvisato che “tutto questo certo non favorisce” un vertice tra il presidente russo Vladimir Putin e Zelensky, più volte chiesto da quest’ultimo per mettere fine al conflitto. E il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha promesso che, in risposta ai raid ucraini, le forze russe continueranno gli “attacchi di vasta portata su base regolare contro obiettivi che hanno un impatto diretto sulla capacità di combattimento delle forze armate dell’Ucraina”.
Secondo il ministero della Difesa, sono stati 555 i droni lanciati su tutta la Russia, il che fa dell’ultimo attacco il secondo per dimensioni dall’inizio del conflitto. Tutti e quattro gli aeroporti internazionali di Mosca sono stati chiusi al traffico per ore. E tutto questo mentre nella città di Kazan, 700 chilometri ad est, Putin partecipava a un vertice con gli 11 Paesi dell’Asean, interessati a mantenere i rapporti commerciali con la Russia, vista come un sicuro fornitore di energia.
Dopo gli attacchi ucraini, grandi colonne di fumo nero si sono levate dalla raffineria della Gazprom situata a Kapotnya, alla periferia di Mosca. Dopo diverse ore, il sindaco, Serghei Sobyanin, ha detto che le fiamme erano state in gran parte domate. Il governatore della regione della capitale, Andrey Vorobyov, ha fornito un bilancio di 17 feriti, tra i quali due bambini di 3 e 10 anni. Fonti russe hanno riferito anche di danni a due centri commerciali e a una torre residenziale nella periferia sud-est, non lontano dalla raffineria. Oltre che l’uccisione di un uomo in un raid ucraino nella regione di Rostov e il ferimento di due bambine di 10 e 11 anni quando l’auto su cui viaggiavano con la loro madre è stata colpita nella regione di Bryansk.
Secondo Zelensky, gli attacchi ucraini, che ormai prendono regolarmente di mira raffinerie e altre infrastrutture petrolifere anche a centinaia di chilometri dal confine, hanno lo scopo di fare capire al “popolo russo” che “un solo uomo, Putin, sta conducendo questa guerra mentre la gente comune ne paga il prezzo intero”. “Negli ultimi giorni, tutti i nostri partner hanno constatato la precisione e l’efficacia dei nostri attacchi”, ha aggiunto il presidente ucraino, che al vertice del G7 ha incassato il comune impegno degli europei e degli Usa a continuare “l’incrollabile sostegno” militare e politico all’Ucraina.
Secondo Mosca, però, questo è stato il risultato del fatto che il presidente americano Donald Trump è stato “riempito di idee inutili, se non dannose“, da parte degli europei. Questi ultimi “insistono chiaramente sul fatto che la guerra debba continuare, e sono guidati dalla premessa completamente errata e falsa che la situazione sul campo di battaglia stia presumibilmente cambiando a favore delle forze ucraine, il che è categoricamente falso”, ha affermato il consigliere Ushakov.
Il segretario generale della Nato Mark Rutte, invece, si dichiara convinto che “l‘Ucraina sta cambiando gli equilibri sul campo di battaglia e infliggendo enormi perdite alla Russia“. Ma potrà continuare a farlo, ha aggiunto Rutte al termine della ministeriale Difesa, “solo se intensificheremo il nostro sostegno, non solo per le esigenze immediate, come la difesa aerea, ma anche valutando come possiamo collaborare a lungo termine per garantire che l’Ucraina possa rimanere sovrana, libera e sicura”.
Intanto anche l’Ucraina continua ad essere presa di mira dai raid russi. Sempre nella notte tra mercoledì e giovedì, il Paese è stato attaccato da sette missili e 239 droni, secondo l’Aeronautica di Kiev. Due persone sono state uccise e 17 ferite nel Dnipropetrovsk e un uomo è morto nella regione di Sumy, secondo le autorità locali.
E nelle scorse ore, la Russia ha attaccato con droni navi battenti bandiera di Panama e di Saint Kitts e Nevis nel Mar Nero, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendone cinque. Su Telegram, il vice primo ministro per la Ripresa e ministro dello sviluppo comunitario e territoriale dell’Ucraina Oleksiy Kuleba, secondo quanto riportato da Ukrinform ha scritto: “A seguito dell’attacco con droni russi contro navi civili nel Mar Nero, un membro dell’equipaggio di una nave battente bandiera panamense è rimasto ucciso e altri due marinai sono rimasti feriti, uno dei quali in modo grave. Le mie più sincere condoglianze alla famiglia e ai cari del defunto”, ha dichiarato Kuleba.
Anche un’imbarcazione battente bandiera di Saint Kitts e Nevis è stata colpita, e tre membri dell’equipaggio hanno riportato ferite lievi. “Questa è l’ennesima prova – ha aggiunto il ministro – che la Russia sta conducendo una guerra contro la libertà di navigazione, il commercio internazionale e la sicurezza alimentare globale. L’obiettivo sono gli equipaggi civili, le navi mercantili e le infrastrutture marittime che garantiscono il funzionamento delle rotte umanitarie e di esportazione. Ma tali crimini devono essere chiaramente classificati a livello internazionale come terrorismo. Il mondo non può abituarsi al fatto che i marinai civili diventino bersaglio delle armi russe”, ha sottolineato Kuleba.