Manie di grandezza: dal 2000 i Suv crescono di 1,2 cm l'anno. Meno parcheggi, meno sicurezza: paghino più tasse (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Dall’inizio dell’ultimo secolo i produttori di auto sembrano coltivare manie di grandezza. Dal 2000 ad oggi in media le vetture sono cresciute di 1,2 centimetri l’anno.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: suv a tutto spiano e sempre più grossi anche nelle città, a dispetto dello stesso nome che portano, suv essendo l’acronimo di Sport Utility Vehicle pensato per spazi suburbani.
Eppure intasano i centri storici, occupano ogni centimetro di spazio, riducono il numero di parcheggi disponibili. In media, di questo passo, nel 2040 una città come Roma vedrà sparire almeno 60mila posti destinati al parcheggio.
L’ong T&E (Transport & environment e clean cities) ha calcolato una riduzione tra l’8,5 e il 14% della capacità dei parcheggi longitudinali su strada. E lancia una proposta che, a parte i possessori di suv, potrebbe piacere a tutti: tasse di immatricolazione, bollo e tariffe di parcheggio differenziate in base a peso e dimensioni.
A proposito di dimensioni. Questi carri armati che ti fanno sentire forte e sicuro dentro, aumentano notevolmente i rischi per chi sta fuori: l’altezza del cofano anteriore, in particolare, non ti fa accorgere di pedoni e ciclisi, di moto e scooter.
Per non parlare dei bambini. L’ideale sarebbe limitare a 85 centimetri l’altezza del cofano e a 192 centimetri le dimensioni massime delle vetture. “Con la fisica non si discute: auto più grandi significa maggiore pericolo sulle nostre strade, soprattutto per bambini e pedoni”, la giusta conclusione di Claudio Magliulo di Clean Cities.