Cronaca

Manovra, novembre di proteste: scioperi di scuola e Cgil, anche i poliziotti minacciano la piazza

La manovra finanziaria si prepara ad affrontare un novembre complicato, tra scioperi, manifestazioni e tensioni politiche. Prima ancora dell’avvio della battaglia sugli emendamenti, diverse categorie di lavoratori hanno già annunciato iniziative di protesta contro le misure del governo. L’11 novembre sarà la volta dei sindacati della scuola, mentre il 20 novembre è previsto lo sciopero della Cgil. Nel frattempo, anche i rappresentanti delle forze dell’ordine minacciano di scendere in piazza per chiedere una previdenza dedicata.

Il governo ha convocato le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi per il 13 novembre, ma l’incontro non sembra sufficiente a fermare il malcontento. Sul fronte delle pensioni resta aperto il confronto tra Lega e alleati. Il Carroccio continua a sostenere l’uscita dal lavoro a 64 anni, mentre in Lombardia l’assessore al Welfare Guido Bertolaso invita a destinare quelle risorse agli ospedali. Forza Italia, invece, promette interventi per il personale in divisa, con uno stanziamento stimato in 48 milioni di euro all’anno.

Scuola e sanità, le critiche alla legge di Bilancio

Tra le prime categorie a mobilitarsi ci sono i lavoratori della scuola. Cisl, Uil, Snals e Anief hanno proclamato una manifestazione per l’11 novembre, mentre il 16 sono previste assemblee negli istituti. Il 20 novembre toccherà invece allo sciopero della Flc Cgil, che coinvolgerà anche università e ricerca. Al centro della protesta ci sono soprattutto i tagli agli organici: secondo la Cgil, nei prossimi tre anni rischiano di scomparire oltre 14mila posti tra docenti e personale Ata.

Anche il settore delle costruzioni chiede maggiori risorse, denunciando l’assenza di fondi sufficienti per contrastare il caro materiali e le difficoltà legate ai crediti del Superbonus. Particolarmente delicata la situazione della sanità. Le Regioni avevano richiesto 6,5 miliardi aggiuntivi per il 2027, ma la manovra ne prevede 2,4, oltre al miliardo già stanziato. Il presidente del Lazio, Francesco Rocca, riconosce che le risorse disponibili sono limitate e chiede maggiore flessibilità, rinviando il giudizio definitivo alla conclusione dell’iter parlamentare.

Poliziotti, fisco e difesa: cresce lo scontro politico sulla manovra

A preoccupare il governo c’è anche la protesta delle forze dell’ordine. I sindacati di polizia accusano l’esecutivo di non aver mantenuto gli impegni sulla previdenza dedicata. Il segretario del Siulp, Felice Romano, parla di una possibile stagione di mobilitazioni senza precedenti e avverte che questa volta potrebbero essere proprio i poliziotti a manifestare nelle piazze. Forza Italia cercherà di trovare una soluzione attraverso un incontro con i rappresentanti sindacali previsto per il 12 novembre.

Gli azzurri chiedono inoltre modifiche alla cosiddetta exit tax per i super ricchi che trasferiscono la propria residenza all’estero. Sul fronte delle opposizioni, invece, finiscono nel mirino le risorse destinate alla difesa. Secondo le stime di Milex, nel 2027 la spesa militare supererà per la prima volta i 40 miliardi di euro, con 17,2 miliardi destinati agli armamenti. Una cifra che alimenta le critiche di Angelo Bonelli, Elly Schlein e Giuseppe Conte, contrari alle priorità della manovra. La contestazione riguarda soprattutto il confronto tra gli investimenti militari e le risorse destinate alla sanità e al sostegno delle famiglie.

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Amedeo Vinciguerra