Mario Roggero, attesa per la decisione sulla scarcerazione: chiesto il differimento della pena in attesa della grazia (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Prosegue il percorso giudiziario di Mario Roggero, il gioielliere detenuto nel carcere di Bollate dal 17 luglio per scontare la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione. I suoi legali hanno presentato una nuova istanza per ottenere il differimento della pena, con l’obiettivo di sospendere temporaneamente la detenzione in attesa che venga esaminata la domanda di grazia formalmente avanzata dalla moglie.
Dopo il trasferimento degli atti da Torino a Milano, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Novani hanno inviato una nuova Pec al Tribunale di Sorveglianza del capoluogo lombardo, chiedendo nuovamente la sospensione dell’esecuzione della pena. La richiesta punta a ottenere la scarcerazione provvisoria del 72enne fino alla conclusione dell’iter relativo alla domanda di grazia.
Nelle ultime ore, però, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha restituito il fascicolo ai magistrati di Torino, ritenendo che la competenza resti nel capoluogo piemontese. La motivazione è legata al momento in cui è stata depositata l’istanza: Roggero era ancora in stato di libertà e non aveva ancora fatto ingresso nel carcere di Bollate.
La decisione sul differimento della pena spetterà quindi ai giudici torinesi. In particolare, il provvedimento potrebbe arrivare già nella giornata di oggi, mercoledì 22 luglio, quando la magistrata di sorveglianza Elena Massucco sarà chiamata a pronunciarsi sulla richiesta avanzata dalla difesa.
L’eventuale accoglimento dell’istanza consentirebbe a Roggero di lasciare temporaneamente il carcere, in attesa della definizione della procedura relativa alla domanda di grazia. In caso contrario, il gioielliere continuerà a scontare la pena nel penitenziario milanese.
Nel frattempo, a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, la moglie di Mario Roggero, Mariangela Sandrone, ha riaperto la storica gioielleria di famiglia dopo una settimana di chiusura. Ad affiancarla, fin dalla riapertura, c’era anche la figlia Laura.
La donna ha raccontato di aver incontrato il marito in carcere per tre ore, spiegando che le sue condizioni sono buone nonostante la detenzione. “Compatibilmente con il fatto che è in un carcere, sta bene. Spero possa venire qui”, ha dichiarato.
Mariangela Sandrone ha poi espresso tutta la propria amarezza per la vicenda, definendola “un brutto, bruttissimo sogno”. Secondo la moglie del gioielliere, la situazione vissuta dalla famiglia dimostra la necessità di rivedere le norme sulla tutela di chi lavora a contatto con il pubblico. “Ci devono essere altre leggi, nuove regole. Dobbiamo avere protezione, noi cittadini, noi commercianti, tutti noi”, ha affermato, ribadendo l’appello affinché vengano introdotte maggiori tutele per chi ogni giorno rischia di essere vittima di rapine o aggressioni.