Maxi grandinata sull'A13: chicchi fino a tre centimetri, auto devastate e viabilità in difficoltà (foto da video) - Blitz quotidiano
L’Italia continua a fare i conti con un’estrema instabilità meteorologica. Mentre le regioni settentrionali sono state colpite da violenti temporali, grandinate e raffiche di vento, il Sud ha dovuto affrontare temperature superiori ai 40 gradi e numerosi incendi che hanno interessato boschi e aree di macchia mediterranea.
Dopo i primi violenti fenomeni registrati in Lombardia, il maltempo si è spostato sull’Emilia-Romagna. Nel Ferrarese sono caduti chicchi di grandine fino a tre centimetri di diametro, provocando danni a tetti, pannelli fotovoltaici, finestre e automobili. Sull’autostrada A13 molti automobilisti sono stati costretti a fermarsi per la scarsa visibilità e per evitare ulteriori danni ai veicoli.
L’ondata di maltempo ha causato pesanti conseguenze anche sui servizi pubblici e sulla viabilità. A San Martino la caduta di alcuni alberi ha provocato la rottura di una condotta idrica, interrompendo l’erogazione dell’acqua, mentre diverse aree sono rimaste senza energia elettrica.
A Ravenna il forte vento ha abbattuto oltre cento alberi, costringendo alla chiusura della strada statale Romea per diverse ore. I disagi hanno interessato anche il traffico ferroviario, con ritardi fino a 70 minuti sulla linea Bologna-Venezia e la cancellazione di alcuni treni sulla tratta Ferrara-Ravenna.
Pesantissimo anche il bilancio per il comparto agricolo. Campi coltivati, frutteti e ortaggi sono stati devastati dalla grandine, che ha distrutto reti di protezione e spezzato numerosi sostegni. Secondo le organizzazioni agricole, i danni ammonterebbero a centinaia di milioni di euro e viene chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Secondo Antonello Pasini, fisico del clima del Cnr, la frequenza e l’intensità delle grandinate sono favorite dalla combinazione tra il riscaldamento del Mar Mediterraneo, temperature molto elevate al suolo e l’arrivo di correnti fredde in quota.
L’aria calda e umida tende a salire rapidamente, entrando in contatto con masse d’aria più fredde. Da questo contrasto si sviluppano imponenti nubi temporalesche all’interno delle quali i nuclei di ghiaccio vengono trasportati ripetutamente verso l’alto e verso il basso dalle correnti, aumentando progressivamente di dimensioni fino a diventare troppo pesanti e precipitare al suolo.
Gli esperti spiegano inoltre che, nonostante il continuo miglioramento dei modelli meteorologici e dei radar, non è ancora possibile prevedere con precisione il punto esatto in cui si abbatteranno le grandinate. È possibile individuare soltanto le aree maggiormente esposte con un certo anticipo, mentre il monitoraggio dettagliato avviene solo nelle ore immediatamente precedenti all’evento.