Cronaca

Mestre, Carabella interrompe la preghiera islamica: provocazioni, inno d’Italia e spray contro un carabiniere

Momenti di forte tensione venerdì a Mestre, dove una preghiera della comunità islamica è stata interrotta da una contestazione. Come ogni settimana, circa 200 persone, in gran parte appartenenti alla comunità bengalese, si erano riunite al parco Piraghetto. A interrompere il momento di preghiera è arrivato Simone Carabella, influencer romano di destra, che ha iniziato a filmare con il cellulare e a rivolgere provocazioni ai presenti.

Con indosso una maglietta nera con il tricolore e la scritta “Ci riprendiamo tutto”, Carabella avrebbe urlato contro i fedeli: “Volete la moschea e lo sciopero dei bengalesi per bloccare Venezia. Dovete andare via! Questo non è il Marocco, non è il Bangladesh, è casa nostra”. Poi ha intonato l’inno di Mameli per sovrastare le preghiere e ha agitato un panino alla mortadella davanti ai fedeli.

La tensione e l’arrivo delle forze dell’ordine

La situazione è rapidamente degenerata. Carabella avrebbe inoltre calpestato e si sarebbe seduto sui tappeti utilizzati per la preghiera. Il rappresentante della comunità islamica presente sul posto ha quindi chiamato i carabinieri. Sul luogo sono arrivati anche militari dell’esercito e due pattuglie dell’Arma, intervenuti per evitare che la situazione sfociasse in uno scontro.

Nonostante la presenza delle forze dell’ordine, l’influencer avrebbe continuato con le provocazioni e gli insulti rivolti ai bengalesi. Quando militari e carabinieri si sono frapposti tra lui e i fedeli, Carabella avrebbe estratto una bomboletta di spray urticante, spruzzandolo in aria. Il prodotto ha raggiunto anche un carabiniere a un braccio, provocandogli un arrossamento.

L’inseguimento e gli accertamenti

Dopo l’episodio, Carabella si è allontanato dal parco. Alcuni presenti hanno iniziato a inseguirlo, mentre le forze dell’ordine hanno trattenuto altre persone che stavano inveendo contro l’influencer. Una cinquantina di fedeli lo avrebbe seguito fino alla sua automobile, permettendogli comunque di allontanarsi.

Una volta terminato l’episodio, la tensione è rimasta alta e alcuni giornalisti presenti sono stati accerchiati e insultati mentre documentavano quanto accaduto. I carabinieri hanno informato l’autorità giudiziaria e saranno effettuati accertamenti per verificare eventuali ipotesi di reato.

Il sindaco di Venezia Simone Venturini ha condannato l’accaduto: “È un comportamento irresponsabile e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il diritto di informare o di esprimere le proprie opinioni e che rischia soltanto di esasperare gli animi”.

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Amedeo Vinciguerra