Cronaca

Milano, colpo da 280mila euro al ristorante di vini pregiati: rubate bottiglie di Romanée-Conti

Colpo audace in pieno giorno a Milano, dove due uomini hanno rubato bottiglie di vino pregiatissimo per un valore complessivo di circa 280mila euro. Il furto è avvenuto all’interno del ristorante Affinatore, noto per la sua esclusiva carta dei vini e premiato anche da Wine Spectator.

L’azione è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza e successivamente condivisa sui social dal locale stesso. Nel video si vedono i due ladri, travestiti da operai con casco e giubbotto catarifrangente, approfittare della presenza di un cantiere in via Piero della Francesca per passare inosservati. Dopo aver praticato due varchi nel vetro antisfondamento, hanno prelevato diverse bottiglie di grande pregio, tra cui etichette del Domaine Romanée-Conti.

Il bottino: le preziose bottiglie di Romanée-Conti

Il gruppo di vini sottratti appartiene a una delle etichette più prestigiose al mondo. Il Domaine Romanée-Conti, prodotto in Borgogna, è considerato un simbolo assoluto dell’eccellenza enologica internazionale, con bottiglie che possono raggiungere valori record alle aste.

I ladri hanno riposto le bottiglie in un borsone da lavoro e si sono allontanati prima dell’arrivo delle forze di sicurezza. L’allarme del locale ha immediatamente notificato l’intrusione ai responsabili, ma gli agenti sono giunti sul posto quando i responsabili si erano già dileguati.

Le indagini e la risposta del ristorante

Il ristorante ha espresso fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, sottolineando l’impegno a ricostruire quanto sottratto. In una nota diffusa sui social, la proprietà ha annunciato la volontà di pubblicare i numeri seriali delle bottiglie rubate per renderne difficile la vendita sul mercato illegale.

“Confidiamo che i responsabili vengano individuati” e “continueremo con passione e dedizione”, si legge nel messaggio del locale, che ribadisce come il danno economico sia ingente ma non sufficiente a fermare l’attività. “Un furto può portare via grandi vini, ma non può portare via il lavoro e la passione”, conclude la nota.

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Filippo Limoncelli