Milano, guerriglia in piazza Duomo: bombe carta, feriti e oltre 50 giovani fermati (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Dovevano essere manifestazioni contro il caro vita, il prezzo della benzina e la pressione fiscale, ma in diverse città italiane la protesta si è trasformata in una giornata di guerriglia urbana. A Milano, centinaia di giovani vestiti di nero hanno assediato piazza Duomo, costringendo le forze dell’ordine ad arretrare sotto il lancio di bombe carta, bottiglie e transenne. La situazione è degenerata tra cariche, lacrimogeni, idranti e barricate, lasciando dietro di sé vetrine distrutte e arredi urbani danneggiati.
Secondo il bilancio provvisorio, nel capoluogo lombardo si contano almeno quattro agenti feriti e una ventina di manifestanti contusi. Oltre 50 giovani sono stati fermati, circa la metà minorenni. Secondo la ricostruzione della polizia, molti ragazzi sarebbero arrivati dalle periferie, dall’hinterland e da altre province, organizzandosi autonomamente in piccoli gruppi. I disordini hanno finito per oscurare la manifestazione principale promossa da Italia in piazza contro il carovita e il caro carburanti.
La tensione non ha riguardato soltanto Milano. A Torino, un corteo inizialmente presentato da diversi comitati cittadini come apolitico e apartitico sarebbe stato progressivamente condizionato dalla presenza di collettivi antagonisti, centri sociali e gruppi legati alla galassia Pro Pal. I tentativi degli organizzatori di convincere i partecipanti a non sfilare incappucciati non avrebbero avuto successo. Marco Liccione, già protagonista delle proteste No Pass durante la pandemia, ha denunciato di essere stato circondato e picchiato da una quindicina di persone.
A Bologna, gli scontri si sono concentrati nella zona della stazione ferroviaria. Un gruppo di giovani incappucciati si è staccato dal corteo, lanciando fumogeni, bottiglie di vetro, sassi e transenne contro le forze dell’ordine. La polizia ha risposto con idranti e lacrimogeni per disperdere i gruppi violenti. Episodi di tensione sono stati segnalati anche a Bergamo, in una giornata segnata da danneggiamenti, feriti e interventi delle forze di sicurezza.
Dura la reazione del governo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la distinzione tra il diritto di manifestare e gli atti violenti: “Manifestare è un diritto, ma mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”. La premier ha inoltre invitato le opposizioni a prendere una posizione chiara, sostenendo che ogni reticenza rischia di diventare una giustificazione delle violenze.
Il vicepremier Antonio Tajani ha criticato parte del centrosinistra, accusandolo di soffiare sul fuoco per compensare la mancanza di idee e proposte. Ancora più duro Matteo Salvini, che ha attaccato i gruppi presenti in piazza con parole particolarmente polemiche.
Di segno diverso l’intervento del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha riconosciuto la legittimità delle ragioni iniziali della protesta, condannando però senza esitazioni gli scontri e i danni alla città. Sala ha invitato la politica a evitare strumentalizzazioni elettorali e ad affrontare con responsabilità un momento storico difficile. Al termine della giornata restano le immagini di piazza Duomo devastata, le vetrine danneggiate e un bilancio dei danni ancora da quantificare.