(Foto Ansa)
Sono 35 i voli europei finiti nel mirino di minacce di bomba tra il 3 e il 6 novembre. Un’ondata di falsi allarmi sulla quale si stanno concentrando le indagini delle agenzie di sicurezza europee, che valutano anche una possibile origine russa. L’ipotesi, riferita dal Financial Times sulla base di fonti dell’intelligence, è che dietro le minacce possano esserci attivisti filo-Cremlino o gruppi hacker, nell’ambito di un’operazione di destabilizzazione contro l’Europa.
Secondo Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea, le segnalazioni hanno riguardato “14 voli il 6 novembre, 14 voli il 5 novembre e 7 voli il 3 novembre 2026”. Il dato relativo a giovedì è ancora approssimativo. Gli allarmi hanno interessato una percentuale minima del traffico aereo e, precisa Eurocontrol, “non hanno quindi avuto un impatto sui ritardi nella rete del traffico aereo”. L’organizzazione sta comunque lavorando con compagnie, aeroporti e autorità nazionali per limitare eventuali ripercussioni.
Il Financial Times riferisce di un’indagine transfrontaliera avviata dai servizi europei per individuare l’origine dei messaggi. Per alcuni funzionari dell’intelligence la pista russa sarebbe al momento la più probabile, considerando moventi, modalità operative e precedenti. Resta tuttavia difficile arrivare a un’attribuzione definitiva e, anche nell’ipotesi di un coinvolgimento di attivisti filo-Cremlino, bisognerà stabilire se i servizi segreti russi abbiano diretto o incoraggiato le operazioni. Gli investigatori, in ogni caso, non ritengono che gli autori rappresentino una minaccia concreta per la sicurezza dei voli.
Le email sono partite da account anonimi e da diverse aree geografiche, compresa la Colombia. In un messaggio inviato ai media irlandesi, gli autori sostenevano di aver “sperimentato il multithreading”, reclutato residenti europei e ottenuto accesso a dispositivi, server e account compromessi.
In Italia, l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso informative alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. I magistrati di Milano, Roma e Busto Arsizio indagano per procurato allarme. Tra i gruppi citati nelle minacce c’è Male State, organizzazione sciovinista russa il cui fondatore, Vladislav Pozdnyakov, ha negato qualsiasi coinvolgimento. Il gruppo, o soggetti che si presentavano a suo nome, avrebbe già inviato in passato minacce agli aeroporti lituani. Nel 2023, oltre 1.500 falsi allarmi avevano preso di mira scuole e asili in Lituania: le autorità avevano parlato di un possibile attore statale, mentre ambienti dell’intelligence sospettavano attivisti russi.
Resta dunque aperta la questione della matrice dell’operazione. Al di là delle responsabilità dirette, le minacce stanno già producendo un effetto concreto sul lavoro delle autorità e alimentando tensioni e sospetti in Europa. Un quadro che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ricondotto al rischio di una guerra ibrida, combattuta anche attraverso azioni di destabilizzazione sotto la soglia del conflitto aperto.