(Foto Ansa)
“Non volevamo fare male a nessuno”. Si sono scusati più volte, ma senza ammettere di aver agito “per gioco”, i due minorenni di 16 e 17 anni indagati per le aggressioni compiute a bordo di una minicar nei quartieri di Roma. Gli interrogatori, davanti al pubblico ministero della Procura minorile, sono durati oltre tre ore. Al centro dell’inchiesta anche il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini, 42 anni, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo.
Il primo a rispondere alle domande è stato il 17enne, che quella sera era alla guida della vettura. Successivamente è stato ascoltato il 16enne, accusato di aver spinto le vittime. I due, accompagnati dai genitori e dai rispettivi legali, hanno confermato in parte quanto già dichiarato agli inquirenti la scorsa settimana, ammettendo tre dei quattro episodi contestati dalla Procura.
Secondo il loro racconto, avrebbero scelto le vittime casualmente, senza seguire un criterio preciso. A ispirarli sarebbero stati alcuni filmati sui social: “Su TikTok ci sono video in cui la gente fa così e non succede nulla di brutto”, avrebbero spiegato al pm. I ragazzi, dunque, non si sarebbero aspettati conseguenze gravi dalle loro azioni.
La notizia delle condizioni di Iacopini li avrebbe poi spaventati: “Sul momento non ci eravamo resi conto del fatto che l’attore fosse così grave, poi quando è uscita la notizia ci siamo spaventati e non lo abbiamo più fatto”.
La Procura contesta ai due il tentato omicidio, con l’aggravante dei futili motivi, le lesioni aggravate e le percosse in concorso. Gli investigatori ipotizzano inoltre che abbiano nascosto la targa della minicar per evitare di essere identificati dalle telecamere. Gli episodi potrebbero essere stati complessivamente sei, ma al momento le contestazioni riguardano quattro aggressioni. La Procura minorile potrebbe ora valutare la richiesta di misure cautelari.