Multe e intelligenza artificiale, arriva SafeDrive: come funziona il sistema che controlla smartphone e cinture (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Le multe rappresentano da sempre uno degli aspetti più discussi e temuti dagli automobilisti italiani. Tra polemiche, modifiche alle regole e controlli sempre più tecnologici, anche l’intelligenza artificiale entra nel settore della sicurezza stradale. È il caso di SafeDrive, un sistema sviluppato da Sodi Scientifica e progettato per individuare alcuni comportamenti pericolosi alla guida. La tecnologia è in grado di segnalare alle autorità situazioni come l’utilizzo del telefono cellulare mentre si è al volante oppure il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. L’obiettivo è soprattutto quello di contrastare le distrazioni alla guida e contribuire alla riduzione degli incidenti stradali.
Nonostante la tecnologia avanzata, SafeDrive non può emettere autonomamente una multa. Il sistema deve essere considerato uno strumento di supporto alle Forze dell’Ordine. L’intelligenza artificiale può infatti rilevare una possibile violazione, come un automobilista che utilizza lo smartphone durante la guida, ma spetta poi agli agenti verificare quanto segnalato. Per procedere con la contestazione dell’infrazione devono intervenire Polizia o Carabinieri, che devono accertare la violazione e contestarla direttamente sul posto. L’IA, dunque, aiuta gli operatori ma non sostituisce il loro ruolo nell’accertamento delle infrazioni.
Il nuovo sistema è già presente in diversi Comuni italiani. SafeDrive è stato installato a Treviglio, in provincia di Bergamo, a Villanova di Camposampiero, nel Padovano, ad Alessandria, Fossano, in provincia di Cuneo, e Figline Valdarno, in provincia di Firenze. Una fase di sperimentazione è inoltre in corso lungo la Firenze-Pisa-Livorno. Per gli automobilisti, quindi, la tecnologia rappresenta un ulteriore strumento di controllo, ma non significa che le multe vengano automaticamente generate dall’intelligenza artificiale. L’ultima decisione resta infatti nelle mani delle Forze dell’Ordine.