Multe non pagate a Milano, oltre 793 milioni persi dal Comune negli ultimi sette anni (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Che fine fanno le multe che il Comune non riesce a riscuotere? Da una parte, passano agli uffici che cercano di recuperare gli arretrati. Dall’altra, a livello contabile, finiscono nel bilancio come crediti, denaro che si spera di incassare in futuro. Mentre gli uffici portano avanti le pratiche per ottenere i pagamenti, con vari strumenti che vanno dalle risposte contro i ricorsi degli automobilisti multati, ai solleciti, alle ingiunzioni, fino ai pignoramenti, quei crediti continuano a galleggiare nel bilancio. Risorse virtuali, o potenziali, ma “sterilizzate”: nel senso che non vengono impegnate perché non si può fare affidamento sul loro incasso.
Nell’ultimo rendiconto di Palazzo Marino, quello 2025, figurano ad esempio quasi 511 milioni per multe arretrate in attesa di riscossione. Col passare degli anni i crediti più vecchi, per i quali le possibilità di recupero in pratica si azzerano, vengono stralciati dal bilancio.
Ecco, se si sommano tutti i crediti per le multe che il Comune ha dovuto “abbandonare” negli ultimi sette anni, si materializza una cifra imponente: oltre 793 milioni che il Comune, se li avesse incassati, avrebbe potuto usare per asili, case popolari, trasporti pubblici, sicurezza stradale. E che invece centinaia di migliaia di automobilisti sono riusciti a “evadere”, al contrario di chi paga subito le sanzioni. È da questo punto che bisogna partire per ricostruire lo scenario.
Ogni anno il Comune di Milano riesce a incassare circa metà delle multe che vengono staccate da vigili, ausiliari, telecamere, autovelox. Il 2025 ha avuto ad esempio un’alta percentuale di riscossione «immediata»: sono state fatte sanzioni per 294,47 milioni e, rispetto a questa somma complessiva, «dovuta» da tutti i multati, sono entrati in cassa 145,11 milioni, pari al 49,3 per cento. La quota dei pagamenti nell’anno è cresciuta dal 39,5 per cento del 2016, fino al 54,3 per cento del 2020, per poi tornare negli ultimi anni sotto il 50 per cento. Di fatto, però, una multa su due non viene pagata. E si trasforma quindi in un credito arretrato da recuperare.
Per ricostruire il destino di questo monte di denaro che sarebbe dovuto entrare nelle casse del Comune è stato necessario incrociare i rendiconti del bilancio di Palazzo Marino tra 2019 e 2025, anni per i quali tutti i documenti sono disponibili, con le relative relazioni sulla gestione e gli «elenchi dei residui». Una conferma della correttezza del quadro viene da due deliberazioni della Corte dei conti del 2022 e 2026. I magistrati contabili di continuo sollecitano gli enti locali, tutti, non solo il Comune di Milano, perché facciano sforzi sempre maggiori per non farsi sfuggire i crediti.
I documenti rivelano che per recuperare gli arretrati più vecchi bisogna ingaggiare una battaglia amministrativa spesso inefficace. La Corte dei conti certifica per il 2016-2020 percentuali di recupero bassissime, intorno al 3-4 per cento, per le multe più vecchie, tanto che il bilancio comunale tra 2018 e 2020 aveva in pancia una cifra mostruosa, superiore al miliardo, di crediti arretrati da sanzioni al codice della strada. Nel 2024 Palazzo Marino ha recuperato 45 milioni, l’8,4 per cento dell’arretrato, nel 2025 più di 33 milioni, il 6,5 per cento.
Decisivo è quel che accade dopo, di solito quando sono trascorsi sette o otto anni, e gli uffici sono costretti ad abbandonare ogni ragionevole speranza di recuperare. Così, anno dopo anno, una quota di quei crediti viene stralciata dal bilancio: la contabilità somiglia a un’emorragia, nel 2019 vengono abbandonati oltre 91,3 milioni di crediti per multe fino al 2010, l’anno dopo uno stock enorme, da quasi 200 milioni, per multe ormai del periodo 2004-2012, per arrivare ad altri quasi 200 milioni stralciati nel 2023, relativi a sanzioni del 2015 e 2016. In tutto, fanno 793 milioni persi negli ultimi sette anni.