Nella Cuba senza elettricità i bambini muoiono per mancanza di farmaci essenziali, la denuncia dell'Onu (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
A Cuba i bambini stanno morendo perché i medici non hanno accesso a forniture mediche e farmaci essenziali. La mortalità infantile è raddoppiata, raggiungendo i 9,9 decessi ogni 1.000 nascite; i tassi di sopravvivenza al cancro infantile sono scesi dall’85% al 65%; e i farmaci essenziali sono disponibili solo al 30% circa dei livelli di fornitura abituali. Inoltre la carenza di carburante incide sulla produzione alimentare, diminuita del 60%, e il costo dei generi alimentari di base è aumentato vertiginosamente.
È quanto ha denunciato nei giorni scorsi l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk chiedendo l’immediata revoca delle sanzioni statunitensi contro il Paese. Si tratta di “misure – ha detto – che infliggono danni diffusi alla popolazione e aggravano una crisi che priva medici e ospedali di risorse vitali”.
Secondo Türk, “queste severe sanzioni, che colpiscono interi settori dell’economia e hanno ripercussioni diffuse, indiscriminate e gravi sulla popolazione, sono incompatibili con i principi fondamentali del diritto internazionale dei diritti umani”. “Cuba sta affrontando un isolamento crescente. Le imprese se ne stanno andando. Sempre meno compagnie aeree servono il Paese. Il Paese è quasi completamente scollegato dai sistemi di pagamento internazionali” ha sottolineato Türk.
Intanto continuano i forti disagi sull’isola. Lo scorso 8 giugno, quasi il 70% di Cuba è rimasta senza elettricità nelle ore di punta a causa della grave crisi energetica che la continua a colpire. Il deficit è stato di 2.045 megawatt, pari a circa il 67% del fabbisogno nazionale. Alla base dell’emergenza vi sono dieci delle sedici centrali termoelettriche del Paese attualmente ferme per guasti o manutenzione, compresa la Antonio Guiteras di Matanzas, il più importante impianto di generazione cubano.
In numerose province i blackout superano ormai le 24 ore consecutive, mentre in diversi quartieri dell’Avana l’erogazione di energia è limitata a una o due ore al giorno. La situazione ha alimentato nuove proteste popolari: nel comune di Regla e in altre zone della capitale decine di residenti sono scesi in strada per chiedere il ripristino del servizio elettrico.
Un nuovo carico di aiuti umanitari proveniente dal Messico è intanto arrivato a Cuba. La nave mercantile Asian Katra, nei giorni scorsi ha attraccato nel porto dell’Avana trasportando beni destinati a sostenere la popolazione dell’isola. Si tratta del sesto invio di aiuti umanitari effettuato dal governo messicano da febbraio. L’arrivo del carico avviene a quattro mesi dall’inasprimento delle restrizioni energetiche imposte dagli Stati Uniti, che hanno fortemente limitato l’afflusso di combustibile verso Cuba.
Nei giorni scorsi il coordinatore residente delle Nazioni Unite sull’isola, Francisco Pichon, ha lanciato l’allarme sul peggioramento della situazione umanitaria per i circa 9,6 milioni di abitanti del Paese, parlando di un “cocktail esplosivo” all’inizio della stagione degli uragani. Secondo l’Onu, il piano di risposta umanitaria da oltre 90 milioni di dollari lanciato due mesi fa ha ricevuto finora solo un terzo dei finanziamenti necessari, mentre le condizioni di vita continuano a deteriorarsi in quasi tutti i settori essenziali.