Cronaca

Nepal, il lago creato dal ghiacciaio crollato sta iniziando ad esondare: la Cina interrompe i soccorsi

Il ghiacciaio che in Tibet ha inondato parte della regione cinese e il vicino Nepal ha formato nella regione cinese un lago che ora rischia di tracimare. Per questa ragione la Cina ha sospeso un’operazione di soccorso dato che il rischio che ci siano nuove alluvioni in Tibet è altissimo.

La Cctv spiega che il lago formatosi a causa dell’enorme accumulo di detriti ha iniziato a tracimare verso l’area nella quale erano dirette le squadre di soccorso. “Per questo motivo, a tutte le squadre è stato ordinato di rimanere sul posto in attesa di ulteriori istruzioni”, aggiungendo che le squadre di emergenza che erano riuscite già a raggiungere l’area “hanno ricevuto l’ordine di ritirarsi di un chilometro”.

Il lago di sbarramento si è formato a monte del valico di Gyirong in Tibet. Le nuove e improvvise colate di fango nell’area colpita dalla frana potrebbero raggiungere il picco intorno al primo settembre. Se lo sbarramento dovesse cedere, afferma il sito cinese Xinhua, potrebbe provocare un’ondata di piena a valle e ulteriori danni, anche nell’area del valico di Gyirong, che si trova a oltre dieci chilometri dal lago. Le precipitazioni previste nei prossimi giorni contribuiranno all’aumento del livello dell’acqua nel lago.

Secondo il ministero cinese delle Risorse idriche, il lago, formatosi in prossimità della confluenza tra il fiume Chhochen Khola e il fiume Purepu Tsangpo, aveva raggiunto un volume stimato di circa 2 milioni di metri cubi già nella mattinata di ieri, giovedì 27 agosto. Nei tre giorni successivi erano previsti ulteriori circa 3 milioni di metri cubi d’acqua in ingresso, con un elevato rischio di cedimento dello sbarramento.  Xinhua riferisce che squadre specializzate stanno effettuando ricognizioni con droni e altre apparecchiature per valutare le condizioni del lago e dello sbarramento.

Published by
Lorenzo Briotti