Nessy Guerra, il contratto della vergogna proposto dal marito egiziano. Riconciliazione in cambio di sottomissione (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Cronache da un patriarcato sopravvissuto ai tempi che cambiano. La storia è quella della povera Nessy Guerra, la 26enne italiana condannata in Egitto a 6 mesi di carcere per “adulterio”. Il marito, un vessatore e molestatore patentato ha fatto pervenire ai legali della Guerra le sue richieste, o meglio pretese, per arrivare a una assurda riconciliazione.
L’avvocata Agata Armanetti ha reso pubbliche queste pretese (ne ha parlato al Corriere della Sera), vergate su una specie di contratto familiare. Che “prevede che Nessy torni a vivere con l’ex marito da cui ha divorziato nel 2024, lo segua nei suoi spostamenti e non abbandoni il ‘tetto coniugale’ senza consenso”.
Qualche clausola del contratto a caso: la moglie deve essere fedele, tenere un comportamento modesto. Sottomissione, in pratica. Irricevibile. Ancora: non mostrare “ornamenti e nudità”, non avere segreti, cioè la moglie sottomessa deve consegnare codici e password dei dispositivi utilizzati. E le scuse, ovviamente, pretende il marito, ufficiali e social, nientedimeno.
Infine, la minaccia di “conseguenze economiche e perfino profili penali in caso di violazione”.