Novità Carta d'Identità elettronica per gli over 70, sarà senza rinnovo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Una carta d’identità elettronica per over 70 valida fino a 50 anni: è questa una delle novità più rilevanti contenute nella bozza del decreto PNRR e Coesione. L’obiettivo è chiaro: meno burocrazia per gli anziani, meno file agli sportelli comunali e procedure più semplici per una fascia di popolazione spesso penalizzata dalla digitalizzazione dei servizi pubblici.
Con la nuova misura, per i cittadini che hanno compiuto 70 anni, la CIE non sarà più soggetta al rinnovo ordinario ogni dieci anni. Di fatto, la durata estesa rende il documento valido per gran parte della vita del titolare, alleggerendo incombenze amministrative che possono risultare complesse, soprattutto per chi ha difficoltà con prenotazioni online e servizi digitali.
La nuova carta d’identità elettronica a lunga validità non sarà però un documento immutabile. La normativa prevede comunque la possibilità di rinnovo dopo dieci anni, ma solo in casi specifici: ad esempio per aggiornare certificati digitali interni, sistemi di sicurezza o componenti tecnologiche in linea con gli standard europei.
La differenza sostanziale è che questi aggiornamenti diventano facoltativi e mirati, non più un obbligo automatico per tutti. Dal punto di vista pratico, quindi, gli over 70 potranno evitare rinnovi periodici, salvo necessità tecniche o normative.
Importante anche l’aspetto legato ai viaggi: la CIE con validità estesa potrà essere utilizzata per l’espatrio nei Paesi che accettano la carta d’identità come documento di viaggio, sempre nel rispetto delle regole di sicurezza Ue. Le carte già rilasciate, invece, resteranno valide oltre i dieci anni solo in Italia e nei rapporti con la Pubblica amministrazione.
La misura rientra nel più ampio pacchetto di riforme previste dal PNRR, rivisto e approvato dalla Commissione europea. Oltre alla carta d’identità per anziani, il decreto include interventi come l’Isee automatico e la tessera elettorale digitale, con l’obiettivo di modernizzare i servizi e renderli più accessibili.
Il provvedimento arriva ora all’esame del Consiglio dei ministri e dovrà essere attuato entro il 2026, nell’ambito del piano da 194,4 miliardi di euro destinato alla ripresa e all’innovazione del sistema Paese.