(Foto Ansa)
“C’è, esiste una ricostruzione alternativa” rispetto a quella del branco che avrebbe colpito per un rimprovero. Lo afferma l’avvocato Nicola Forcina, difensore del 17enne di Massa fermato con l’accusa di concorso in omicidio volontario per la morte del 47enne Giacomo Bongiorni, ucciso l’11 aprile in piazza Palma. Il legale ha incontrato il ragazzo: “Lui è molto provato, la situazione è importante, non è delle migliori, ma esiste una ricostruzione alternativa che la difesa potrà proporre”.
Secondo quanto riferito dal minorenne già nel primo interrogatorio, sarebbe stato Bongiorni a colpirlo per primo con una testata, provocando la sua reazione con un pugno. Una versione che si inserisce nella dinamica più ampia ricostruita dagli inquirenti, partita da un rimprovero per una bottiglia caduta e degenerata in una rissa.
Tuttavia, gli elementi finora raccolti mettono in dubbio questo racconto: non risulta che il ragazzo si sia fatto visitare in ospedale dopo la presunta testata e, soprattutto, non emergono segni evidenti o ecchimosi compatibili con quel colpo sul suo volto. Intanto l’autopsia ha evidenziato una grave emorragia cerebrale nella vittima, ma serviranno ulteriori accertamenti per chiarire se sia stata causata dai pugni o dalla caduta.
La difesa attende ora l’udienza di convalida e l’interrogatorio di garanzia.