Francis Kaufmann durante il processo (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Il processo a Francis Kaufmann, il cittadino statunitense di 46 anni accusato del duplice femminicidio avvenuto nel giugno del 2025 a Villa Pamphili a Roma, può riprendere. Lo affermano i giudici della Corte d’Assise di Roma che avevano disposto per l’imputato un percorso farmacologico di cure dopo i risultati di una perizia psichiatrica. “L’attuale stato fisiopsichico dell’imputato è compatibile con il regime detentivo, salva la necessità di apprestare – come precedentemente avvenuto e come nuovamente sollecitato – un adeguato monitoraggio clinico”, scrivono i giudici. La prossima udienza è fissata al 6 luglio.
Francis Kaufmann è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova di 28 anni e la figlia Andromeda di 11 mesi. A maggio, la Corte d’Assise aveva disposto il trasferimento dell’imputato in una struttura del Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura del Lazio sotto piantonamento continuo.
La decisione era arrivata dopo la perizia psichiatrica chiesta dalla difesa, che aveva portato ad un duro scontro tra esperti, accusa e parti civili. I giudici avevano accolto la diagnosi di “disturbo psicotico acuto e transitorio”, ritenendo che la patologia incida temporaneamente sulla capacità dell’uomo di partecipare al processo.
“Prendiamo atto della decisione della Corte d’Assise di Roma e la accogliamo con favore, perché consente finalmente di riportare il processo nella sua sede naturale: l’aula di giustizia”. Ad affermarlo è l’avvocato di parte civile Emilio Malaspina e la consulente Roberta Bruzzone commentando l’ordinanza della Corte d’Assise su Francis Kaufman. “Quanto emerge dall’ordinanza è, a nostro avviso, estremamente significativo. La Corte prende atto della remissione del quadro psicotico acuto e transitorio precedentemente diagnosticato e della compatibilità dell’attuale condizione clinica dell’imputato con la sua partecipazione al processo – proseguono -. Un passaggio tutt’altro che neutro. Sin dall’inizio abbiamo espresso fortissime perplessità sulla genuinità di quel quadro psicopatologico, ritenendo che vi fossero elementi concreti per ipotizzare una rappresentazione strumentale, manipolativa e processualmente funzionale della sintomatologia”.
“Oggi, la remissione spontanea di quel quadro conferma la fondatezza delle nostre valutazioni iniziali. Non solo. Nell’ordinanza – aggiungono – si richiama la permanenza di aspetti abnormi di personalità, caratterizzati da tendenza alla manipolazione, alla prevaricazione e da uno stile narrativo prossimo alla pseudologia fantastica, inquadrabile in un disturbo di personalità istrionico-antisociale. Tradotto in termini forensi: esattamente il terreno clinico e comportamentale in cui la simulazione, la teatralizzazione del sintomo e la costruzione di narrazioni di comodo devono essere valutate con il massimo rigore”.
“Qui non siamo davanti a una generica questione psichiatrica. Siamo davanti a un imputato accusato di un terribile duplice omicidio. E davanti a fatti di questa gravità non possono esserci scorciatoie, coperture narrative o sospensioni fondate su quadri che, alla prova del tempo, mostrano tutta la loro fragilità. La Corte ha disposto la revoca della sospensione del processo, il ripristino della custodia cautelare in carcere e la prosecuzione del dibattimento. Bene così”, concludono.