Volante della Polizia (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La Squadra Mobile di Padova ha messo fine a un atroce calvario domestico durato oltre dieci anni, arrestando un uomo di 43 anni di origini moldave. L’operazione, scattata mercoledì pomeriggio, ha svelato uno scenario di violenza sistematica e abusi indicibili che si consumavano tra le mura domestiche, prima nel paese d’origine e successivamente nella città veneta. L’uomo, ora detenuto nel carcere di “Due Palazzi”, è accusato di reati gravissimi che vanno dai maltrattamenti in famiglia alle lesioni aggravate, fino alla violenza sessuale.
Il quadro delineato dal Giudice per le Indagini Preliminari descrive un individuo brutale, capace di una ferocia senza limiti. Tra gli episodi più agghiaccianti emersi durante le indagini, spicca l’aggressione alla moglie durante la gravidanza: le percosse furono talmente violente da causarle un aborto. Non meno drammatica la posizione della figlia, appena quattordicenne, vittima di ripetuti abusi sessuali da parte del padre. Anche gli altri quattro figli vivevano in uno stato di costante terrore, puniti per motivi futili con schiaffi, pugni e cinghiate. La situazione era talmente insostenibile che due dei ragazzi avevano già abbandonato la casa mesi fa, preferendo la fuga alla convivenza con il genitore.
Oltre alla violenza fisica, l’uomo esercitava un controllo totalitario sulla compagna, ridotta a una condizione di vera schiavitù moderna. La donna viveva in uno stato di segregazione: non poteva effettuare acquisti, né uscire di casa senza la preventiva autorizzazione del marito. Il controllo si estendeva anche alla sfera patrimoniale; attraverso minacce di abbandono e continue pressioni psicologiche, il 43enne era riuscito a costringerla a intestargli un immobile ricevuto in eredità. Si trattava di un sistema coercitivo volto ad annullare la volontà della vittima, privandola di ogni mezzo di sostentamento autonomo.
Le indagini, condotte con meticolosità dagli agenti della Squadra Mobile, hanno permesso di ricostruire anni di soprusi iniziati già in Moldavia. La raccolta di testimonianze e prove ha portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Mercoledì, il blitz decisivo ha rintracciato l’uomo in città, ponendo fine a un incubo decennale. Ora la giustizia dovrà fare il suo corso per garantire protezione alle vittime e accertare tutte le responsabilità di un uomo che per anni ha agito come un tiranno indisturbato, distruggendo l’infanzia dei propri figli e la vita della propria compagna.