Cronaca

Orrore in sala operatoria: chirurgo scambia organi e paziente muore durante intervento

In Florida, un caso medico sconvolgente ha attirato l’attenzione internazionale. Il paziente William Bryan, 72 anni, è morto durante un’operazione chirurgica dopo un errore gravissimo: secondo le accuse, il chirurgo Thomas Shaknovsky, 44 anni, avrebbe rimosso il fegato invece della milza, provocando un’emorragia fatale. L’intervento, iniziato come una procedura ordinaria, si sarebbe rapidamente trasformato in una situazione di emergenza irreversibile. Nel giro di pochi minuti, la sala operatoria è piombata nel caos, con il paziente che ha iniziato a perdere sangue in modo massiccio fino all’arresto cardiaco.

Le dichiarazioni del chirurgo e le accuse

Durante una deposizione successiva, Shaknovsky ha definito la morte del paziente un “evento incredibilmente sfortunato”, dichiarando di essere “per sempre traumatizzato e addolorato”. Il medico ha sostenuto di aver vissuto un forte stato di shock e di confusione durante l’operazione, affermando di non essere riuscito a individuare la fonte dell’emorragia. Ha inoltre spiegato che, in condizioni difficili, possono verificarsi interventi nel punto sbagliato. Tuttavia, secondo le indagini, dopo la rimozione dell’organo, questo sarebbe stato erroneamente etichettato come “milza” e riportato così anche nella documentazione clinica.

Indagini, causa civile e possibili conseguenze

La moglie della vittima, Beverly Bryan, ha avviato una causa per negligenza medica, accusando il chirurgo di aver tentato di nascondere l’errore. Le autorità della contea di Walton hanno parlato di “emorragia catastrofica” come causa diretta della morte. I momenti successivi all’errore sarebbero stati caratterizzati da circa venti minuti di tentativi di rianimazione senza successo. Shaknovsky rischia ora fino a 15 anni di carcere e una multa fino a 10.000 dollari se riconosciuto colpevole.

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Filippo Limoncelli