Hormuz, Usa sparano contro nave che cerca di forzare il blocco. Pakistan: "Accordo Teheran-Washington vicino" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Le forze armate degli Usa hanno aperto il fuoco contro una nave battente bandiera panamense che ha tentato di forzare il blocco navale dei porti iraniani imposto dagli Stati Uniti. Il fatto è avvenuto questa mattina all’alba ed è stato dichiarato un funzionario statunitense e riportato dal Wall Street Journal. Un elicottero militare Usa ha sparato contro il timone dell’imbarcazione dopo che l’equipaggio aveva ignorato gli avvertimenti del personale impegnato a far rispettare il blocco navale dei porti iraniani. Non ci sono state segnalazioni di vittime.
Pakistan: “Usa e l’Iran sono vicini a una sorta di accordo”
Sul fronte della diplomazia c’è da segnalare quanto detto dal ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif, il quale ha affermato che gli Stati Uniti e l’Iran sono vicini a “una sorta di accordo”, aggiungendo che una pace duratura sarebbe nell’interesse della regione. “La situazione si sta nuovamente evolvendo a favore di un accordo di pace o di una intesa – ha dichiarato Islamabad a Bloomberg News – I segnali degli ultimi due o tre giorni indicano che siamo vicini a una sorta di accordo”. Il prezzo del petrolio, scrive Bloomberg, è sceso sulla scia delle rinnovate speranze di un accordo a seguito della dichiarazione di Asif, mentre secondo alcune fonti il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi è giunto a Teheran per dei colloqui.
Il presidente americano Donald Trump ha intanto nuovamente difeso la sua strategia nella guerra contro l’Iran e ha suggerito che la situazione economica di Teheran sia diventata ormai insostenibile, definendosi “il loro banchiere”. In un’intervista preregistrata con l’emittente di destra Real America’s Voice, le osservazioni del tycoon si sono concentrate su possibili misure economiche per esercitare pressione sull’Iran, nel contesto dell’apparente stallo negoziale riguardante lo Stretto di Hormuz.
“Basta lasciar correre e guardare come vanno male le cose per loro: hanno un’inflazione del 300%, non hanno valore. La loro valuta non vale quasi nulla. Non pagano i soldati. I soldati se ne vanno – ha aggiunto Trump -. Quindi bisogna continuare così, perché la situazione non è sostenibile”. Gli Usa potrebbero “colpirli molto duramente. Dal punto di vista economico sono un disastro. Non possono contrarre prestiti. Noi controlliamo il loro denaro, quello che possedevano, e si tratta di una cifra ingente. Ne avevano molto e noi ne abbiamo il controllo totale. Sono io il loro banchiere”, ha dichiarato Trump.
Il presidente ha minimizzato le preoccupazioni sull’inflazione legata al conflitto, sostenendo che i prezzi del petrolio e l’inflazione scenderanno “non appena la guerra finirà”. Ha anche sostenuto che, senza il conflitto iniziato a febbraio, “Teheran avrebbe potuto ormai disporre di un’arma nucleare”.