(Foto Ansa)
Una bimba di sette anni ha ricevuto un rene e una porzione di fegato dal papà: la piccola ora sta bene, così come suo papà, un cittadino serbo di 37 anni che è la prima persona in Italia ad avere donato in vita due organi in simultanea. Il trapianto combinato è stato eseguito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, da dove ieri padre e figlia sono stati dimessi. L’intervento è stato eseguito dai chirurghi della ‘Chirurgia 3 – trapianti addominali’ diretta da Domenico Pinelli, che hanno verificato la disponibilità del padre a donare parte del fegato e un rene alla figlia e la compatibilità donatore-ricevente. I rischi dell’intervento per il padre donatore sono stati considerati accettabili a fronte dei benefici attesi per la bambina in termini di qualità di vita e prognosi.
La piccola resterà a Bergamo per i controlli per i prossimi mesi, ma potrà condurre una vita regolare: soffriva da tempo di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, e che la costringeva alla dialisi fin dai 4 anni. La dialisi peritoneale domiciliare durava dalle 13 alle 18 ore al giorno. Il quadro si era complicato dallo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l’esecuzione di un trapianto renale isolato. “È una gioia vedere che nostra figlia ha riacquistato l’appetito e la voglia di giocare – ha detto il papà -. Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Ora potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei”.
La piccola è arrivata a Bergamo con mamma e papà a ottobre previa richiesta del ministero della Salute serbo. L’iter di un trapianto da donatore vivente in Italia è rigoroso e volto a garantire sia il donatore (che sceglie di donare senza condizionamenti esterni e bene informato sui rischi) sia il ricevente: sono seguiti il parere favorevole della ‘Commissione regionale di parte terza’ e il nulla osta della Procura di Bergamo.
“Questo intervento conferma il livello di elevata specializzazione raggiunto dal nostro ospedale, in particolare nell’ambito dei trapianti in età pediatrica. Per il trapianto di fegato pediatrico la nostra organizzazione ci permette di offrire risposte rapide a molti pazienti da tutta Italia e anche a pazienti provenienti dall’estero, rafforzando il ruolo internazionale del nostro ospedale”, sottolinea l’ad dell’ospedale, Francesco Locati.