Cronaca

Papa Leone, ritorno a Roma con brivido. Si rompe l’aereo, Re Felipe II gli presta il suo

Papa Leone, ritorno a casa col brivido. Tre ore di ritardo. Si è rotto l’aereo Iberia, il Pontefice già a bordo è stato invitato a scendere quando tutto era pronto per il decollo. Il comandante ha spiegato che non poteva partire a causa di un problema al motore sopraggiunto “per il troppo vento”.

Dunque, Papa a terra con tutto il seguito di giornalisti, imbarazzo iberico risolto da Re Felipe che ha prestato il suo “Falcon”per tornare a Roma. Il seguito papale è stato imbarcato su un altro aereo Iberia spedito in fretta e furia al’aeroporto di Tenerife dove si è concluso il viaggio apostolico.

Papa Leone è atterrato a Ciampino alle 23.05. Era decollato alle 18.05 (ora locale 19.05 in Italia).

Il grazie del Papa a Felipe II

Nel congedarsi dalla Spagna Papa Prevost ha indirizzato a Re Felipe un messaggio di gratitudine. “Grato per la calorosa accoglienza e generosa ospitalità “.

Papa Leone, ritorno a Roma con brivido. Si rompe l’aereo, Re Felipe II gli presta il suo (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Il telegramma del Pontefice proseguiva: ”Desidero esprimere ancora una volta la mia gratitudine a Vostra Maestà, alle autorità e al popolo spagnolo”.

L’attacco ai trafficanti di uomini

All’aeroporto di Tenerife Nord si è compiuto l’ultimo atto istituzionale del viaggio apostolico di sette giorni in Spagna. Con il capo dello Stato spagnolo hanno partecipato al saluto ufficiale al Pontefice anche il presidente delle Canarie.

In sette giorni, dal 6 al 12 giugno Leone XIV ha toccato Madrid, Barcellona, Montserrat, Gran Canaria e Tenerife concentrando il suo messaggio sull’unità, i giovani, il dialogo, le migrazioni. Lasciando il porto di Santa Cruz, il Papa ha rimarcato: ”Ritorno a casa commosso, grazie di cuore”.

Va ricordato che il commiato è avvenuto dopo la messa celebrata nel porto di Tenerife; celebrazione seguita da oltre 40.000 partecipanti.

Singolare l’incontro col migrante del Senegal che gli ha detto: ”Tenerife mi ha insegnato che la fraternità esiste oltre il sangue, quando una persona ti tende la mano senza chiedere nulla in cambio e la paura va via, arriva la speranza”.

Papa Prevost ha detto detto chiaramente ai migranti: ”Chi arriva deve anche rispettare le leggi e imparare la lingua. Integrare è un cammino reciproco. Cari fratelli migranti, apritevi con fiducia alla comunità che vi accoglie, partecipate alla vita comune e offrite con gratitudine i vostri doni”.

Indimenticabile il suo messaggio conclusivo ai trafficanti di uomini: ”Fermatevi e convertitevi, il denaro strappato alla vulnerabilità dei poveri, non darà pace, né onore, né futuro. Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, dovrete comparire davanti alla giustizia divina. Spezzate quelle catene e liberate coloro che tenete sotto il vostro dominio”.

Published by
Enrico Pirondini