Parchimetri svuotati per anni: coppia ruba quasi 2 milioni e confessa tutto (foto da video) - Blitz quotidiano
“Ho deluso molte persone. Mi pento profondamente delle mie azioni”. Con queste parole un 40enne tedesco ha ammesso davanti ai giudici di aver sottratto, insieme alla moglie, circa 1,9 milioni di euro nell’arco di dieci anni. L’uomo, ex dipendente comunale della città di Kempten, lavorava nell’ufficio lavori pubblici ed era incaricato dello svuotamento dei parchimetri. Durante l’udienza del 5 maggio anche la moglie, 39 anni, ha confermato le accuse.
Secondo quanto ricostruito, tra il 2020 e il 2025 l’uomo avrebbe commesso 335 furti per un totale di 1,34 milioni di euro. Il metodo era semplice: prelevava le monetine dai parchimetri, le metteva in sacchetti e le portava a casa. In alcuni casi sarebbe stata la moglie a occuparsi direttamente del denaro.
“All’inizio si trattava di qualche moneta – ha dichiarato l’imputato -, poi dell’intera cassa. La somma è aumentata rapidamente. Mia moglie era a conoscenza dei furti fin dall’inizio. Quando ho iniziato ad avere dei dubbi, lei mi ha incoraggiato a continuare”. Una versione che però contrasta con quella della donna, che ha negato di aver spinto il marito, sostenendo di aver scoperto tutto solo due anni dopo l’inizio dei furti.
Gli investigatori ritengono invece che la moglie abbia avuto un ruolo attivo, occupandosi dei depositi bancari e cercando modi per non destare sospetti. La coppia avrebbe versato grandi quantità di monete sui propri conti e utilizzato il denaro per spese personali. “Non è rimasto nulla – ha detto l’imputato -. Il nostro tenore di vita è aumentato, abbiamo speso il denaro in beni di lusso, automobili e abiti firmati”.
L’indagine è partita lo scorso novembre dopo la segnalazione di una banca, che sospettava un caso di riciclaggio. Uno degli aspetti ancora poco chiari riguarda il possesso delle chiavi necessarie per aprire i parchimetri. Secondo le procedure ufficiali, solo un supervisore dovrebbe averne accesso.
Tuttavia, durante il processo, l’imputato ha fornito una versione diversa: “Chiunque potrebbe accedere a tutte le chiavi in qualsiasi momento. C’è un numero imprecisato di chiavi in circolazione”. Anche alcuni dipendenti comunali, chiamati a testimoniare, hanno dichiarato di non avere accesso diretto al denaro, limitandosi alla rimozione delle cassette di sicurezza.
Oltre ai casi già contestati, esistono altri 500 episodi risalenti al 2015, ormai caduti in prescrizione. Nonostante ciò, il denaro sottratto — circa 584.000 euro — sarà comunque confiscato. La procura ha chiesto il sequestro complessivo dell’intera somma sottratta, pari a quasi 1,9 milioni di euro.
La coppia, in custodia cautelare da novembre, rischia fino a 10 anni di carcere. La sentenza è attesa per il 21 maggio, mentre nel frattempo la città ha già adottato contromisure, tra cui nuovi sistemi di sicurezza, pattugliamenti rafforzati e l’affidamento del servizio a un operatore esterno. La vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione interna e sui controlli nei servizi pubblici locali.