Cronaca

Patente sempre più difficile, bocciato un candidato su quattro. Lo psicoterapeuta Nardone: “È svanita l’idea di diventare adulti”

La patente di guida resta uno degli snodi simbolici dell’ingresso nell’età adulta, ma i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti raccontano una realtà sempre più selettiva. Le prove d’esame hanno superato quota 2,3 milioni e il tasso di bocciati è salito al 26,71%, il livello più alto dal 2009. A pesare è soprattutto la teoria: il 38,04% dei candidati non supera i quiz, mentre alla guida pratica le bocciature scendono al 14,60%. Anche per la Patente B il quadro è simile, con quasi il 40% di respinti allo scritto e un sistema in cui la preparazione passa quasi sempre dalle autoscuole.

“Per spiegare una percentuale così elevata di bocciati, bisogna guardare principalmente alla struttura delle domande dei quiz”, spiega Patrizio Pierangeli, istruttore di guida, a Skuola.net. “Il primo ostacolo è l’utilizzo di un italiano che definire ‘arcaico’ è un complimento. Le nuove generazioni, abituate a un linguaggio ‘easy’ e multilingue, si scontrano con concetti dalla struttura rigida e arzigogolata. A questo si aggiunge la barriera linguistica per i tantissimi allievi stranieri: espressioni idiomatiche per noi banali, come ‘a meno che’, spesso diventano per loro un muro invalicabile. Il Ministero ha l’occasione di semplificare la semantica dei quiz, mentre la nostra categoria deve svecchiare i metodi di insegnamento. La patente non è un gioco di fortuna, ma responsabilità e buonsenso”.

Sul piano sociale, però, il fenomeno va oltre la tecnica. “È scomparso questo rito di passaggio, perché è svanita l’idea stessa di diventare adulti. Molti ragazzi dicono ‘non mi serve’, ma è come la favola della volpe e l’uva: dichiaro che non mi interessa solo perché penso di non riuscire a raggiungerla”, osserva lo psicoterapeuta Giorgio Nardone al Corriere della Sera.

Tra costi, alternative urbane e nuove fragilità emotive, la patente non è più un passaggio automatico: è diventata una prova selettiva, culturale e generazionale.

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Gianluca Pace