Perseguita una donna da Cortina a Padova e la costringe a lasciare il lavoro. Arrestato per stalking (Foto d'archivio Ansa) - Blitz Quotidiano
Perseguita una donna da Cortina a Padova arrivando a costringerla a lasciare il lavoro. Per questo la Polizia di Padova ha arrestato in flagranza un 30enne bellunese, accusato di stalking nei confronti di una 26enne, residente a Cortina D’Ampezzo, ma costretta da lui a rifugiarsi presso i genitori a Padova e a modificare le proprie abitudini di vita. Tra gli atti persecutori da lei subiti ci sarebbero pedinamenti, apparizioni improvvise sotto casa e sul luogo di lavoro, lettere, messaggi, contatti sui social network e continui tentativi di incontrarla, nonostante lei non lo conoscesse né avesse alcun rapporto con lui.
Tutto è iniziato lo scorso marzo, quando il 30enne, senza motivo e senza essere stato invitato o autorizzato, aveva suonato di sera all’abitazione della giovane a Cortina, chiedendo insistentemente di poter parlare con lei. La ragazza inizialmente lo aveva convinto ad allontanarsi. Ma quell’episodio ha rappresentato l’inizio di una lunga escalation persecutoria destinata nei mesi successivi a compromettere la serenità e la libertà della ventiseienne. Lei aveva scoperto anche che l’uomo si era presentato alla reception dell’albergo dove lavorava a Cortina, chiedendo di lei e lasciando un pacchetto-regalo. Non solo: una sua cugina era stata oggetto delle attenzioni dell’uomo e lo aveva denunciato a ottobre.
La vittima ha quindi deciso di allontanatasi dalla località ampezzana e rifugiatasi dai suoi a Padova, essendo stata nuovamente rintracciata e contattata. Fondamentale l’intervento delle Volanti della Questura padovana, che hanno rintracciato l’uomo l’altro ieri in un bar dove aveva dato appuntamento alla vittima. Alla richiesta dei documenti ha tenuto un atteggiamento ostile e poco collaborativo, continuando a ripetere di non aver commesso alcun illecito. Le sue generalità coincidevano con quelle già comunicate dalla vittima alla Sala Operativa della Questura e attraverso le banche dati delle Forze di Polizia. Una volta attivata la procedura del “codice rosso”, è stato arrestato in flagranza differita e condotto alla casa circondariale “Due Palazzi” di Padova.