Cronaca

Portale dell’Automobilista, attenzione alla truffa: il sito clone compare su Google e ruba i dati degli utenti

Attenzione al falso Portale dell’Automobilista. Chi cerca su Google il sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti può infatti imbattersi, subito dopo il risultato autentico, in una copia realizzata dai cybercriminali per sottrarre informazioni personali. L’allarme è stato lanciato dal Cert-Agid, che ha individuato una piattaforma praticamente identica a quella ufficiale. Il sito originale permette agli automobilisti di accedere a numerosi servizi relativi a patenti e veicoli, mentre la versione contraffatta ha l’obiettivo di raccogliere dati sensibili degli utenti.

Come riconoscere il sito truffa

Il clone è stato progettato per apparire il più credibile possibile e utilizza anche elementi grafici prelevati dal portale autentico. Ci sono però alcuni dettagli che possono aiutare a riconoscerlo. Il primo riguarda il dominio, che termina con .org anziché con quello ufficiale. Un secondo elemento sospetto è l’indirizzo Internet, caratterizzato da alcuni refusi difficili da notare a una prima occhiata. Proprio queste differenze possono rappresentare un importante campanello d’allarme. Inserendo i propri dati nel sito falso, gli utenti rischiano di consegnare informazioni come codice fiscale, numero della patente e relativa data di scadenza direttamente ai responsabili della frode.

I rischi e come difendersi

Il pericolo non riguarda soltanto la perdita di dati personali. Le informazioni raccolte potrebbero essere utilizzate per realizzare attacchi informatici mirati, tentativi di furto d’identità o altre frodi, con possibili conseguenze anche per le vittime. Secondo le verifiche effettuate, il sito malevolo risulterebbe comparire soprattutto nelle ricerche di Google, mentre altri motori come Bing, Yahoo, Qwant e DuckDuckGo non sembrerebbero mostrarlo.

Il portale sarebbe inoltre ospitato su un server che contiene altri siti considerati pericolosi. Per difendersi è fondamentale controllare attentamente l’URL prima di inserire qualsiasi informazione sensibile e prestare attenzione a eventuali errori nell’indirizzo. Anche un software antivirus aggiornato può contribuire a individuare minacce di questo tipo. Il Cert-Agid ha già segnalato il caso a Google e al ministero, ma il sito clone risulta ancora individuabile nelle ricerche.

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Filippo Limoncelli