Cronaca

Raggi ultravioletti più forti in Europa per la diminuzione delle nuvole: le t-shirt non bastano più a proteggerci

Attenzione ai raggi ultravioletti: a causa della diminuzione delle nuvole sono più forti e possono danneggiare la pelle. Di conseguenza le magliette di cotone che indossiamo l’estate non bastano più: per proteggerci meglio dovremmo cominciare a mettere della crema solare sulla pelle anche quando siamo vestiti.

A fornire i dati è una ricerca che ha analizzato le misurazioni dei raggi provenienti dal Sole in 40 stazioni distribuite in Europa. In 26 stazioni l’aumento della radiazione Uv media annuale è risultato statisticamente significativo. Se consideriamo invece i singoli mesi, un aumento significativo è stato rilevato in 38 stazioni.

Il fenomeno non interessa tutta l’Europa allo stesso modo: gli aumenti più marcati sono stati osservati nella parte centrale del continente fino ad attenuarsi nella parte sud del continente con la penisola iberica che invece non mostra alcun aumento significativo.

Le variazioni sono state misurate al suolo e attraverso i satelliti. A terra è stato  possibile avere un dato preciso, dai satelliti invece si è potuto osservare aree vaste che hanno così permesso di ricostruire la distribuzione spaziale dei cambiamenti. I due dati nello studio sono risultati coincidenti. A variare non è tuttavia l’attività solare come si potrebbe credere: la quantità di radiazione emessa dal sole nel tempo è risultata essere la stessa. A variare è l’atmosfera e in particolare la quantità di radiazione solare che riesce ad attraversarla raggiungendo la superficie terrestre.

Un elemento che ferma la radiazione solare è l’ozono presente nell’intera atmosfera. Lo studio ha però rilevato che la quantità presente è risultata stabile. L’aumento è quindi dovuto ad un altro fattore che sta impattando non poco sul clima europeo: la diminuzione della copertura nuvolosa che in vaste parte d’Europa, negli ultimi anni, ha favorito l’aumento della durata del soleggiamento durnate la giornata.

Una t-shirt bianca ha un fattore di protezione bassissimo

Queste variazioni impattano ovviamente anche con l’abbigliamento che usiamo per proteggerci da questi raggi che, è bene ricordarlo, possono provocare carcinomi e melanoma, due forme di cancro della pelle. Attualmente, indossare una t-shirt bianca comune non basta più a causa del suo fattore di protezione bassissimo che cala ancora se la maglietta è bagnata o sudata. Questo significa che a passare attraverso una maglietta del genere sono più dell’85% dei raggi Uv rendendo così il tessuto quasi “invisibile” per il sole.

Meglio fanno le magliette scure. A differenza di quello che si crede proteggono meglio dai raggi solari dato che i colori scuri e intensi (come il nero, il blu navy e il rosso scuro) funzionano come una spugna: assorbono le radiazioni Uv impedendo loro di attraversare il tessuto e colpire la pelle. La Skin Cancer Foundation porta come esempio una camicia jeans scura e a trama fitta: questo tipo di indumento garantirebbe di fatto uno schermo solare totale.

Crema solare sotto la maglietta

Se si indossano indumenti chiari, per proteggerci efficacemente bisogna quindi mettere della crema solare sulla pelle. La quantità giusta la fornisce ancora la Skin Cancer Foundation: sul tronco (petto, pancia e schiena) coperto dalla maglietta, la dose raccomandata è paragonabile a due cucchiaini da tè pieni, ossia circa 10 ml in totale. Un cucchiaino intero va spalamato sulla parte anteriore (torace/pancia), l’altro sulla schiena.

Published by
Lorenzo Briotti