Cronaca

Reggia di Venaria, trafugati 26 preziosi orologi da taschino: valore 150mila euro, un colpo su commissione

Un furto eseguito alla perfezione, sicuramente da professionisti che, forse dopo meditati appostamenti e sopralluoghi sono riusciti ad aggirare tutti i sofistaìicati sistemi di allarme e protezione, molto probabilmente su commissione di collezionisti dall’occhio lungo.

Aggirati tutti i sistemi di allarme

È di circa 150mila euro il valore di ventisei orologi del Diciottesimo secolo rubati nella notte alla Reggia di Venaria Reale, qualche chilometro a nord di Torino.

Reggia di Venaria, trafugati 26 preziosi orologi da taschino: valore 150mila euro, un colpo su commissione (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Di notte, si ipotizza tra le due e le tre, nelle sale più eleganti e scenografiche della celebre dimora della dinastia sabauda, qualcuno si è intrufolato e si è portato via un bottino di antichità: orologi da taschino. A nulla hanno potuto i sistemi di sicurezza a protezione dell’antica e preziosa palazzina.

I pezzi sottratti, di manifattura inglese e francese, in oro e smalto, sono stati trafugati da una teca antisfondamento esposta nella Camera d’Udienza del Duca di Savoia, lungo il percorso di visita del Piano Nobile, dopo la Galleria Grande, capolavoro del Juvarra.

Accedere al Piano Nobile significa entrare nel cuore barocco della Reggia, tra gli stucchi bianchi e gli ori, disseminati di affreschi dei Seicento e del Settecento, immergendosi a pieno nell’atmosfera dell’epoca.

I beni rubati risultano assicurati e, secondo quanto comunicato dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, tutti i sistemi di sicurezza erano attivi e funzionanti.

Preziosi assicurati

In particolare, erano operativi sia l’impianto di allarme, sottoposto a manutenzione e a controlli periodici, sia il servizio di guardiania armata affidato all’istituto di vigilanza Allsystems. Nonostante tutto questo, i ladri sono riusciti a fuggire.

Gli orologi sono di proprietà del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e provengono dalla donazione degli eredi di Giorgio Accornero, avvenuta nel 2012. La donazione comprendeva anche una collezione di ventiquattro tabacchiere d’epoca, che non sono state coinvolte nel furto.

Sull’accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri del comando territoriale e del comando tutela patrimonio culturale, insieme agli altri investigatori impegnati negli accertamenti. Il Consorzio sta collaborando con le forze dell’ordine per ricostruire quanto accaduto.

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Amedeo Vinciguerra