Una sala operatoria (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Nel 2016, a Siena, un paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico altamente invasivo: la rimozione totale di un rene. La decisione medica si basava sulla convinzione che fosse presente un tumore particolarmente aggressivo, tale da richiedere un’azione immediata e radicale. Tuttavia, già nelle fasi successive all’operazione sono emersi dubbi sulla correttezza della diagnosi.
Gli accertamenti clinici e, soprattutto, il referto istologico hanno poi chiarito definitivamente la situazione: quel tumore non esisteva. Non solo non era presente alcuna forma di carcinoma, ma – come sottolineato in sede giudiziaria – mancavano anche gli elementi per sospettarne l’esistenza prima dell’intervento. Una conclusione che ha trasformato quello che sembrava un intervento salvavita in un grave errore medico.
La vicenda è approdata in tribunale e nel 2018 il Tribunale civile di Siena ha condannato il medico e l’azienda ospedaliera al risarcimento del paziente. La cifra stabilita è stata di circa 75 mila euro, comprensiva dei danni subiti e delle spese legali.
Nel corso del processo sono emerse anche significative irregolarità nel consenso informato. Il documento firmato dal paziente risultava incompleto: mancavano indicazioni fondamentali come la diagnosi, il tipo di intervento, la data e persino la firma del medico. Elementi che hanno ulteriormente aggravato la posizione dei responsabili.
I giudici hanno ribadito con chiarezza che un intervento così invasivo non poteva essere giustificato in assenza di qualsiasi indicatore di malignità, evidenziando una gestione clinica superficiale e non adeguatamente supportata da evidenze diagnostiche.
Dopo aver risarcito il paziente, l’azienda ospedaliera ha deciso di rivalersi sul medico coinvolto, avviando un procedimento davanti alla Corte dei Conti. I giudici contabili hanno riconosciuto un danno erariale indiretto, stabilendo che parte della somma pagata dovesse essere recuperata. Il medico è stato così condannato a rimborsare circa 25 mila euro. L’importo, inizialmente più elevato, è stato ridotto grazie alla scelta del rito abbreviato.