Tir in coda a Napoli (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Sono stati rimossi nella notte, nel Casertano e nel Salernitano, tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale in Campania. Sciolto dai manifestanti anche il presidio a Napoli, nella zona del varco Bausan. Ancora molti i distributori di carburante che mostrano il tutto esaurito mentre davanti alle pompe aperte si registrano lunghe file. Lento il ritorno alla normalità per i supemercati, rimasti completamente vuoti di gran parte dei prodotti e per i quali ora ricomincia l’approvvigionamento.
Si va verso la normalizzazione anche nelle altre regioni, tra queste Puglia e Basilicata. In Calabria con la progressiva rimozione, in queste ore, degli ultimi presidi ancora attivi degli autotrasportatori dopo la sospensione della protesta decisa da Fedralog mercoledì sera. Da ieri sono riprese nei supermercati le consegne di alimenti freschi, frutta e verdura e pesce, anche se le disponibilità risultano ancora a macchia di leopardo. Non si registrano particolari criticità ai distributori di benzina. Gli autotrasportatori, in attesa del tavolo del 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e trasporti, hanno deciso di sospendere la protesta ma si dichiarano pronti a riprendere la mobilitazione in caso di risposte non adeguate alle loro richieste.
La vicenda dei blocchi sta finendo in Tribunale. Non si tratta però degli arresti e delle precettazioni minacciate dal Governo, bensì di una presunta regia che sarebbe dietro ai blocchi dei tir e dei trattori, specialmente in Campania e in Calabria. Si tratterebbe di alcuni appartenenti a sodalizi criminali che avrebbero partecipato alle proteste, un sospetto che ha spinto magistrati e Commissione Antimafia ad attivarsi.
La Procura di Napoli ha disposto accertamenti per stabilire se ci sia la mano della criminalità organizzata dietro la mobilitazione che ha creato enormi disagi in Campania. Diversi autisti hanno denunciato di aver subito pressioni e, in qualche occasione, anche minacce da parte di persone con il volto coperto. Alcuni, in particolare, hanno raccontato di pneumatici dei camion tagliati per impedire di consegnare le merci. In ogni caso, si tratta di indagini disposte in via preliminare e dagli esiti dipenderà l’eventuale apertura di un fascicolo. Non si esclude, inoltre, che altre Procure possano avviare indagini simili. Fonti qualificate riferiscono che ci sarebbero ‘evidenze oggettive’ di appartenenti o persone imparentate a sodalizi che si sarebbero resi protagonisti di blocchi e presidi stradali in questi giorni, in particolare in Calabria.
Ad avanzare il sospetto sul rischio di infiltrazioni nella protesta degli autotrasportatori era stato mercoledì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sollecitando prefetti e questori alla “massima attenzione” e ieri il Guardasigilli Carlo Nordio aveva rincarato la dose: “Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che vi sia una strumentalizzazione e una infiltrazione”.
Della vicenda ha parlato oggi anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in un’intervista al Corriere della Sera: “Forse certe organizzazioni usano il caos per ridefinire le competenze territoriali attribuendosi un ruolo economico per indebolire la tenuta dello Stato”. Alla domanda se ci sia una regia dietro le proteste, il ministro ha risposto: “Non spetta a me giudicarlo”. Lollobrigida ha ricordato che “indagano la Procura di Napoli e la Commissione Antimafia, che si sta muovendo la criminalità comune e quella organizzata”. “In questo momento ci sono studenti, agricoltori e autotrasportatori perbene utilizzati come massa critica per iniziative illegali che non possono essere tollerate”, ha affermato ancora Lollobrigida.
Al di là delle inchieste giudiziare, a detta dell’opposizione agli autotrasportatori e alle altre categorie che protestano è stato dato poco. Marco Sarracino, deputato e responsabile Sud del Pd, in un’intervista a la Repubblica ha commentato l’ipotesi che era circolata ieri di precettazione degli autotrasportatori che era stata avanzata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Nonostante i disagi, la popolazione continua a esprimere solidarietà ai manifestanti. È il segnale di un sentimento di forte contrarietà alle scelte del governo, che attraversa ormai l’intero Mezzogiorno”. Sarracino ha poi accusato l’esecutivo: “È il governo più antimeridionalista della storia d’Italia”.
Il blocco dei tir, come prevedibile, ha creato molti disagi alla grande distribuzione. A spiegarlo è Mauro Lusetti, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conad, in un’intervista a la Repubblica. Lusetti ha sottolineato che “la situazione si è in una qualche misura sbloccata”, ma per tornare alla normalità serviranno “dai tre ai sette giorni”. I danni, ancora da quantificare, ammonteranno a “diversi milioni di euro distribuiti su tutta la filiera”. “Dall’inizio della protesta non era uscito nessun camion dai nostri depositi. Non abbiamo neanche ricevuto la merce dalle quattro Regioni coinvolte, e cioè Campania, Puglia, Calabria e Sicilia”, ha spiegato Lusetti.
“Adesso siamo al 70% di operatività, con alcuni blocchi che continuano a Nola e ad Avellino, ma crediamo che nel giro di poche ore tutto si normalizzerà”. I prodotti più colpiti sono “L’ortofrutta in modo particolare, e i prodotti freschissimi tipo pesce e carne”. Per ripristinare le scorte nei punti vendita serviranno dai tre ai cinque giorni, mentre per alcune consegne i tempi potrebbero arrivare a una settimana. Sulle ragioni delle proteste, Lusetti ha osservato: “Al Sud parliamo di piccole e medie imprese, non sempre in grado di affrontare dal punto di vista organizzativo e gestionale aumenti straordinari come quelli recenti del gasolio e in generale dei costi del trasporto”. “Inoltre nel Mezzogiorno nei contratti con gli autotrasportatori c’è una minore diffusione delle clausole che prevedono adeguamenti automatici a fronte di aumenti straordinari del prezzo del gasolio rispetto al Centro Nord”, ha concluso Lusetti.