Roma, operario denuncia di aver ricevuto insulti omofobi e minacce per oltre un anno: indagati collega e datore di lavoro (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Un giovane operaio a Roma avrebbe ricevuto per oltre un anno insulti omofobi e minacce di morte sul posto di lavoro da un collega. Il suo datore di lavoro avrebbe giustificato tale condotta convincendo il giovane a cambiare città. Il suo capo, infatti, avrebbe ritardato il pagamento dello stipendio inviando al giovane lettere di richiamo pretestuose pur di convincerlo ad abbandonare il lavoro. Il giovane operaio si è poi licenziato, ha cambiato città e infine ha denunciato quanto accaduto. Il caso è stato riportato da Il Messaggero, che ha aggiunto che “il pm Saverio Francesco Musolino ha chiuso le indagini sulla vicenda e il prossimo passo potrebbe essere una richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa è stalking aggravato dall’avere agito con finalità discriminatorie”.
Secondo quanto ricostruito, i fatti sarebbero stati commessi tra l’aprile del 2024 e l’agosto del 2025. Secondo quanto riportato su Il Messaggero, il collega avrebbe preso di mira il giovane operaio perseguitandolo con insulti e percuotendolo in più occasioni. Per mesi, infatti, lo avrebbe offeso pesantemente con insulti omofobi e gli avrebbe scattato alcune foto di nascosto mentre dormiva per realizzare alcuni sticker denigratori. In un’altra occasione, invece, lo avrebbe abbandonato per strada mentre stavano tornando da un cantiere, obbligandolo così a tornare a piedi. Tale condotta, aggravata anche dalle minacce di morte (“Ti faccio a pezzi”, “Ti mangio il cuore) avrebbe indotto gli altri operai a isolare il giovane, in un clima di emarginazione costante.
“Purtroppo, con te non so cosa fare, con te non vuole lavorare più nessuno. Non so proprio dove mandarti, l’unica cosa che posso dirti è licenziati, che faccio, caccio via lui e lascio te?”, sono alcune delle frasi che il datore di lavoro avrebbe detto al giovane. Come di legge nel capo d’imputazione, l’operaio, prima di abbandonare il suo lavoro, sarebbe finito perfino in ospedale, dove gli sarebbe stato diagnosticato “un grave stato di ansia certificato come disturbo dell’adattamento”.