Rosa Vespa condannata per il rapimento della neonata a cinque anni di reclusione (foto dal web) - Blitz quotidiano
Rosa Vespa condannata per il rapimento di una neonata, finta gravidanza e conseguenze legali, mentre la famiglia cerca giustizia.
Il Tribunale di Cosenza ha condannato Rosa Vespa, 52 anni, a cinque anni e quattro mesi di reclusione per il rapimento di una neonata. La donna era stata arrestata un anno fa, accusata di aver sottratto la bambina di appena un giorno dalla nursery della clinica “Sacro Cuore” di Cosenza. I consulenti medico-legali hanno stabilito che al momento del rapimento Vespa non presentava “una struttura psicotica” ed era “lucida”. Attualmente la donna si trova agli arresti domiciliari. Nel procedimento penale, si sono costituiti parte civile i nonni materni e paterni della piccola, mentre i genitori sono stati rappresentati dai propri legali.
Prima del rapimento, Vespa aveva simulato una gravidanza e la nascita di un bambino, chiamato Ansel, mai realmente esistito. La perizia psichiatrica ha chiarito che questa “finta gravidanza” non costituiva un delirio strutturato né una semplice simulazione, ma rappresentava una soluzione di conversione-somatica a un vuoto narcisistico-depressivo. Il marito di Vespa, Acqua Omogo Chiediebere Moses, inizialmente arrestato con lei, è stato successivamente scarcerato poiché la sua posizione è stata stralciata. Anche per gli inquirenti, l’uomo sarebbe stato ingannato dalla moglie, come evidenziato dai consulenti psichiatrici.
La bambina, chiamata Sofia, fu ritrovata il 21 gennaio dello scorso anno a Castrolibero, vestita da maschietto. I consulenti psichiatrici hanno sottolineato che Vespa non presentava condizioni mentali tali da determinare un’infermità di mente, ma hanno raccomandato un monitoraggio del suo stato depressivo. All’uscita dal Tribunale, la madre della neonata ha dichiarato: “È il momento di dimenticare”, chiudendo così una vicenda che aveva scosso profondamente la comunità di Cosenza.