Cronaca

Royal Navy, maxi costo extra per le nuove fregate: il colosso della difesa perde 140 milioni di sterline

Nuovi problemi colpiscono il programma navale della Royal Navy. Il gruppo britannico Babcock International ha annunciato un impatto economico di circa 140 milioni di sterline legato alla costruzione delle nuove fregate Type 31 destinate alla marina militare del Regno Unito.

Secondo quanto riferito dall’azienda, il problema sarebbe nato da modifiche progettuali e lavori di correzione effettuati nelle fasi avanzate della costruzione delle prime due navi da guerra. Gli interventi si sono rivelati molto più complessi e costosi del previsto proprio perché realizzati quando le fregate erano ormai quasi completate.

Le Type 31 rappresentano uno dei programmi più importanti per il futuro della Royal Navy e dovrebbero sostituire progressivamente parte delle vecchie fregate Type 23. Le nuove unità saranno utilizzate per missioni di pattugliamento, intelligence, sicurezza marittima e operazioni internazionali.

Perdite pesanti per Babcock

Il costo delle correzioni ha avuto un impatto significativo sui conti del gruppo britannico. L’utile operativo di Babcock è infatti sceso da 363 milioni a 293 milioni di sterline rispetto all’anno precedente. Parte delle perdite deriva anche dalla revisione dei ricavi attesi sul programma navale.

Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa britannica, i problemi sarebbero collegati anche all’ordine di assemblaggio di alcune componenti delle fregate, che avrebbe costretto i tecnici a smontare e ricostruire parti già installate.

Non si tratta inoltre del primo problema economico per il progetto Type 31. Negli ultimi anni il programma avrebbe già accumulato perdite complessive superiori ai 300 milioni di sterline, aumentando le polemiche sui costi delle nuove navi militari britanniche.

Le conseguenze sul programma della marina britannica

Nonostante le difficoltà, Babcock ha confermato che il progetto proseguirà e che le altre fregate attualmente in costruzione dovrebbero subire un impatto minore, trovandosi ancora nelle prime fasi di assemblaggio.

Le prime due navi sono già state varate dopo circa quattro anni di lavori presso il cantiere di Rosyth, in Scozia. Tuttavia i ritardi e i costi extra stanno alimentando nuove critiche sulla capacità dell’industria della difesa britannica di rispettare tempi e budget nei grandi programmi militari.

Il governo britannico continua comunque a considerare strategico il rafforzamento della flotta della Royal Navy, soprattutto in un contesto internazionale segnato dall’aumento delle tensioni geopolitiche e dall’incremento delle spese militari in Europa.

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Filippo Limoncelli