(Foto Ansa)
Le indennità milionarie riconosciute alle famiglie dei militari russi caduti in guerra sono finite al centro di un nuovo scandalo. In Russia si moltiplicano infatti i casi di presunte truffe orchestrate da donne ribattezzate dai media statali e da alcuni funzionari “vedove nere”, accusate di contrarre matrimoni di convenienza con soldati destinati al fronte per incassare il risarcimento previsto in caso di morte.
A raccontare il fenomeno è la Cnn, secondo cui i familiari dei militari uccisi ricevono dall’esercito un’indennità che parte da 5 milioni di rubli (circa 64 mila dollari). Proprio questa somma avrebbe alimentato un sistema di frodi che sfrutta uomini vulnerabili, convinti a sposarsi poco prima della partenza per la guerra o, in alcuni casi, addirittura sul letto di morte. Una volta deceduti, le mogli chiederebbero il risarcimento, escludendo gli altri parenti dall’eredità del beneficio.
Tra gli episodi più discussi figura quello di un’infermiera di un ospedale militare, accusata di aver sposato cinque soldati affidati alle sue cure prima che morissero per le ferite riportate al fronte. La donna è stata successivamente licenziata.
Dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, il Cremlino ha incoraggiato i matrimoni tra le reclute, una scelta interpretata come un modo per rafforzare il sostegno familiare ai militari e coerente con la promozione dei cosiddetti valori tradizionali sostenuta dal presidente Vladimir Putin, anche sullo sfondo della crisi demografica del Paese.
Emblematico anche il caso emerso a Tomsk, dove durante un podcast un’agente immobiliare, Marina Orlova, rispondendo alla domanda “Ho trent’anni, ma se volessi comprare un appartamento dove dovrei trovare i soldi?”, suggerì ironicamente: “È semplice. Trova un uomo che presta servizio nelle Forze Speciali e, quando viene ucciso, ricevi 8 milioni di rubli (102.000 dollari)”. Sia Orlova sia la conduttrice Darya Cherdantseva sono state processate, condannate a pene detentive con lavori socialmente utili e costrette a scusarsi pubblicamente.
Secondo quanto riferito dalla Cnn, sarebbero emersi anche casi in cui membri delle forze di sicurezza russe avrebbero favorito queste presunte truffe, concordando con alcune donne l’invio dei mariti appena arruolati nelle missioni più rischiose in cambio di una parte dell’indennizzo previsto in caso di decesso.