Cronaca

Salvini e la visita alla “famiglia nel bosco”: “I bambini hanno più socialità qui che a Roma o Milano”

“So per certo che i bimbi dopo cinque mesi di reclusione stanno peggio di quanto non stessero cinque mesi fa. Certo, questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale: questo è un reato? No. C’è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va bene, e quindi?”. Con queste parole Matteo Salvini ha commentato davanti ai giornalisti la vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, al termine della visita a Palmoli, nel Chietino, dove ha incontrato Nathan e Catherine.

Il vicepremier ha descritto il contesto in cui vive la coppia: “Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l’asino. E’ stato chiesto loro di sistemare casa, fatto. La questione sanitaria, c’è il pediatra, le vaccinazioni, fatto. Sistemate le questioni educative, c’è l’insegnante pronta. Non capisco cosa si debba aspettare!”. E ha aggiunto: “Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c’è stata malafede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica. Sono due genitori equilibrati… hanno scelto l’Italia per crescere i loro figli in serenità e l’Italia risponde così? Io mi vergogno!”.

Salvini ha insistito anche sulle conseguenze dell’allontanamento deciso dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila: “Ogni giorno in più di lontananza dei bimbi da mamma e papà è un giorno perso, un giorno di sofferenza gratuita, inutile. Quanto alla socialità, i bambini avevano più socialità qui… che la metà dei bambini che vivono in centro a Roma e a Milano”.

Nel corso della visita al casolare, durata oltre un’ora, il leader leghista ha parlato con i genitori e visitato la tenuta tra animali, orti e pannelli solari. “Stiamo approvando una legge… che prevede che non ci sia una sola persona che fa scelte impegnative come queste, ma ci sarà un team di esperti. Però, intanto, questi tre bimbi stasera dormono lontani da casa… speriamo che maggio sia il mese giusto”, ha detto. E sui tempi: “Per me già una settimana era troppo, cinque mesi è fuori dal mondo”.

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Gianluca Pace