(Foto Ansa)
Dopo quindici giorni di angoscia, ricerche e appelli, la vicenda delle sorelle Sarah e Alisya, di 16 e 12 anni, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, si è conclusa con il loro ritrovamento in buone condizioni di salute a Formia, ma anche con i fermi della madre Valentina D’Acunto, del suo compagno Vincenzo Esposito e del nonno delle ragazze Marco D’Acunto, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso. Le due minori sono state rintracciate dai carabinieri nella serata di ieri in un’abitazione del quartiere Rio Fresco-Scacciagalline, in provincia di Latina, e sono state subito trasferite in una località protetta.
Il ritrovamento è arrivato al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Cassino e da quella di Sulmona. All’inizio della settimana il procuratore Carlo Fucci aveva disposto perquisizioni in tutto il Lazio meridionale. Le ragazze sono state trovate a Formia, in un’abitazione di uno zio materno, mentre gli investigatori stanno ora verificando il possibile coinvolgimento di altre persone nell’allontanamento avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla struttura che le ospitava.
La svolta è arrivata poche ore dopo dichiarazioni opposte dei genitori. La madre, sopraffatta dalla paura, aveva confidato al proprio legale: “Temo siano morte, è impossibile che se sono ancora vive non abbiano trovato il modo di tornare da me”. Il padre Stefano Di Giacinto, invece, non aveva mai perso la speranza: “Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene”.
Quella convinzione si è rivelata fondata. Questa mattina il padre ha affidato ai social un messaggio carico di emozione: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita si riparte da zero”. E ancora: “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”.
Intanto, nella notte, la madre, il compagno e il nonno delle minori sono stati interrogati negli uffici della Procura di Sulmona dal procuratore Luciano D’Angelo e, al termine degli accertamenti, trasferiti rispettivamente nei carceri di Teramo e Sulmona.
Grande commozione anche a Formia. Quando le due sorelle sono state fatte uscire dall’edificio in cui erano state trovate, decine di residenti si sono raccolti all’esterno del condominio tributando loro un lungo applauso. Un gesto rivolto anche ai carabinieri del comando provinciale dell’Aquila, al Ros e ai militari di Latina che hanno portato a termine il blitz. Una storia che per giorni ha tenuto con il fiato sospeso l’Italia intera e che si è conclusa con il lieto fine più atteso: Sarah e Alisya sono vive e stanno bene. Ora però resta da chiarire chi e come abbia organizzato la loro fuga e la successiva permanenza lontano dalla casa famiglia.